L’abbiamo sollecitata qualche settimana fa e finalmente è arrivata, anche se non possiamo nascondere una certa delusione. L’Amministrazione comunale ha risposto alla nostra proposta di Mozione di condanna dell’Omofobia con una nota scritta. Nel testo si legge che la richiesta non può essere sottoposta all’esame del Consiglio Comunale in quanto il ricorso all’articolo 52 dello Statuto è limitato ad atti di natura amministrativa, che abbiano contenuto dispositivo e che siano di stretta competenza dell’ente. La chiusura della nota è positiva, in quanto l’Amministrazione ha assicurato “il massimo impegno nello svolgimento di azioni in coordinamento con le associazioni del territorio”. Di questo ne siamo certi, perché la sensibilità dell’Amministrazione è forte e aperta a tutte le istanze della società civile. Per questo motivo siamo rimasti delusi dalla replica, in quanto il testo della Mozione era perfettamente in linea con lo spirito dell’articolo 52 dello Statuto, soprattutto nel passaggio “Il Consiglio comunale impegna il Sindaco a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica”. Nelle Linee Programmatiche di Mandato dell’Amministrazione, nello spazio dedicato alle Pari Opportunità, è riportato che ”Le politiche per le pari opportunità per essere realmente efficaci necessitano, per loro stessa natura, di una cultura predisposta a recepirle. E’ essenziale, pertanto, che vengano accompagnate da azioni capillari di diffusione e di sensibilizzazione in maniera tale da stimolare su queste tematiche l’intera cittadinanza e la classe dirigente.” Era esattamente ciò che chiedevamo e che speravamo venisse recepito. La nostra battaglia non si fermerà qui. Ci auguriamo però che anche qualche esponente politico faccia propria questa battaglia, che non è personale o di una sola parte, ma è una battaglia per l’affermazione dei diritti civili di una fetta della popolazione, anche ceccanese, costretta a subire discriminazioni quotidiane senza avere neppure l’opportunità di denunciarle.

Questo il testo della Nota Prot. n. 5216 del 23.03.2016

“Con riferimento alla Vs. richiesta di adozione, ai sensi dell’art. 52 co. 1 dello Statuto comunale di una mozione volta ad invitare il Governo italiano a “promuovere l’introduzione di programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità di analisi”, nonché ad impegnare il Sindaco a “promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel srttore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e trans fobica” e “a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini a una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni”.
L’articolo 52 comma 1 prevede espressamente che “Qualora un numero di elettori del Comune non inferiore a cinquanta avanzi al Sindaco proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’Ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto ed il suo contenuto dispositivo”.
Lo Statuto comunale, pertanto, limita il ricorso alla procedura di cui all’art. 52 esclusivamente ad atti di natura amministrativa, che abbiano contenuto dispositivo e che siano di stretta competenza dell’ente. La proposta avanzata da codesta Associazione fa riferimento in parte ad azioni di competenza del Governo, per le quali esistono strumenti di partecipazione previsti dalla stessa Carta Costituzionale di natura differente, ed in parte ad azioni di natura “politico-culturale” sicuramente non riconducibili ad atti amministrativi di contenuto dispositivo.
Per tali ragioni, pur assicurando il massimo impegno di questa amministrazione nello svolgimento di azioni in coordinamento con le associazioni del territorio come avvenuto di recente con codesta associazione, la richiesta non può essere sottoposta all’esame del Consiglio Comunale.”

Questa la nostra proposta: Lotta all’Omofobia, Proposta al Consiglio Comunale di Ceccano

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