Il 7 dicembre 2000 veniva approvata la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Nel documento, un primo, chiaro riferimento al contrasto alle discriminazioni di genere e di orientamento sessuale. Per questo motivo oggi, 15 anni dopo quella data così importante per l’Europa, abbiamo deciso di depositare la nostra proposta di Mozione di condanna dell’omofobia al Consiglio comunale di Ceccano.

Lo Statuto della nostra città, all’articolo 52, prevede che un gruppo di cittadini, non meno di 50, possa presentare proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’Ente. Abbiamo quindi deciso, per dare una giusta conclusione al nostro 2015 interamente dedicato alla campagna contro l’omofobia “#daiunbacioachivuoitu”, di presentare una bozza di mozione da far approvare dal Consiglio comunale per dare così un segnale forte ed istituzionale di contrasto ad una piaga crescente che limita la libertà di tantissimi cittadini.

La nuova Amministrazione comunale, fin dall’insediamento dello scorso luglio, ha già dato diversi segnali di apertura nel campo delle pari opportunità (istituendo tra l’altro una apposita delega) e della lotta contro le discriminazioni sociali. Ha messo in atto diverse azioni, eventi, mosse concrete che avranno certamente buoni risultati e riporteranno giustizia sociale nella nostra città. Per questo motivo abbiamo trovato la forza per chiedere un passo in più, un passo importante verso un fenomeno che spesso è invisibile, perché chi subisce azioni (fisiche o morali) omofobe spesso non le denuncia per paura di subirne di nuove.

Secondo lo Statuto comunale, da oggi l’Amministrazione ha 30 giorni per dare una risposta, positiva o negativa che sia. Siamo fermamente convinti che la grande sensibilità che molti hanno già dimostrato non si fermerà davanti a questa istanza. Vi terremo costantemente aggiornati sull’esito della proposta sia sul nostro blog che sulla nostra pagina facebook.

Ecco intanto la bozza della Mozione che abbiamo presentato e per la quale abbiamo raccolto 107 firme.

MOZIONE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA ALL’OMOFOBIA

Premesso che

Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui si manifesta l’omofobia;

La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Considerato che

Il 17 maggio del 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.

Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti.

Le linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione comunale riconoscono la possibilità di istituire un “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, previsto dall’art. 21 della legge 4 novembre 2010 n. 183, che cita come modifica all’Art. 7 comma 1 del D.Lgs. 30 marzo 2001 , n 165m “le pubbliche amministrazioni garantiscono parità e pari opportunità tra uomini e donne e l’assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le pubbliche amministrazioni garantiscono altresì un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a rilevare, contrastare ed eliminare ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno”.

Tenuto conto che

In Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender. I dati statistici dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali. L’Italia occupa il terzultimo posto tra i paesi dell’Unione Europea in fatto di fenomeni discriminatori dovuti all’orientamento sessuale.

I ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica e i ripetuti casi scolastici di bullismo omofobico verificatisi in numerose scuole italiane, dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l’intera categoria dei cittadini omosessuali, transessuali o transgender.

Il Consiglio comunale di Ceccano

Invita il Governo italiano

a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità di analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.

Impegna il Sindaco

a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;

a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini a una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.

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