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GLI SCATTI DI MILLER AL CASTELLO LADISLAO, IN CAMPO ACCADEMIA DI BELLE ARTI E FONDAZIONE MASTROIANNI

Per il presidente della Fondazione Mastroianni, Andrea Chietini, la presentazione della mostra internazionale Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia, che sarà ospitata nelle sale del Castello Ladislao di Arpino dal 12 giugno al 26 settembre prossimi, è stata la prima occasione utile per dirsi entusiasta di un’iniziativa che “non solo ci permette di riaprire al pubblico la Fondazione, ma ci ha anche concesso la piacevole collaborazione con un’associazione fatta di ragazzi straordinari e dalle grandi passioni, a cominciare dal presidente Alessandro Ciotoli”.

Chietini ha confermato la volontà di scegliere “Le energie migliori da mettere in campo per pensare ad una ripartenza, dopo le chiusure imposte per l’emergenza sanitaria. La Fondazione riparte, secondo me, con un evento straordinario che ha un potenziale che va oltre i confini della nostra provincia e della nostra regione. Questa mostra arriva da noi dopo aver fatto il giro di mezzo mondo, direttamente dopo Trieste e prima di tornare negli Stati Uniti d’America, a settembre. Un’altra cosa che mi preme evidenziare e fare vanto è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, perché credo che sia la conferma non solo dell’opportunità, ma della necessità di lavorare a stretto contatto. L’Accademia è un’eccellenza del nostro territorio e la Fondazione uno spazio in cui i ragazzi devono potersi esprimere e mettersi alla prova dopo il corso di studi. Questo sodalizio credo che sia l’unica strada da percorrere per alzare l’asticella e puntare in alto, cercando di assumere il giusto ruolo che la nostro provincia merita”.

Un appello che Loredana Rea, nella duplice veste di direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e direttrice della Fondazione Mastroianni, ha condiviso con entusiasmo poco prima di illustrare i dettagli della mostra internazionale che porta la firma di Sandro Miller: “In un gioco straordinario di specchi e di richiami, Miller ha voluto omaggiare i grandi della fotografia scegliendo alcune delle immagini più iconiche che fanno parte del nostro immaginario collettivo e lo ha fatto scegliendo come interprete uno degli attori più amati dei nostri tempi, John Malkovich. Lo ha coinvolto in un percorso (studiato dai nostri docenti e studenti diplomati) di ricostruzione e di citazione fotografica che sarà al centro della mostra con 82 fotografie (a colori e in bianco e nero) di formato diverso e che saranno ospitate nel salone grande della Fondazione Mastroianni rimesso in funzione appositamente per questa esposizione.

Miller e Malkovich sono un binomio che, grazie a questa mostra andata in giro per il mondo, è diventato conosciuto e apprezzato. Permettendo a Miller di uscire dal circuito professionale che prima di questa esperienza lo aveva sempre visto farsi notare nell’ambito della pubblicità. È stato lui a proporre all’amico attore di interpretare le immagini che per lui erano state fondamentali nella carriera e Malkovich lo ha saputo fare non come volto, ma come vero attore, attraverso lunghissime sedute di trucco, di studio della luce, di ricostruzione dei costumi. Il risultato è straordinario, partendo dal famoso scatto di Dorothea Lange, Migrant Mother, scattata in California nel 1936 e diventata un’icona degli Stati Uniti durante la Grande depressione e il New Deal, passando per le gemelle di Diane Arbus rese celebri dal regista di Shining, Stanley Kubrik, e ancora  attraverso l’immagine di Dalì, scelta dal professor Roma come quella trainante della mostra.

Tutto questo sarà ospitato in un luogo che affascina a primo colpo, un luogo di storia e di ricerca della bellezza secondo l’esempio di Umberto Mastroianni che dopo essere diventato famoso è tornato nella sua terra lasciandoci un’eredità che possa far conoscere e apprezzare la nostra splendida terra. Mi auguro davvero che questa mostra possa portare nel nostro territorio, innanzitutto i ciociari che non lo conoscono, ma anche l’Italia, a scoprire la bellezza di questo territorio che attraverso i suoi gioielli artistici, le grandi abbazie, ha costruito la struttura culturale dell’Europa.

L’Accademia di Belle Arti negli ultimi anni ha lavorato per costruire rapporti con le Istituzioni perché sono convinta che la rinascita di questo territorio passi per la cultura che ne costituisce il dna”.

SANDRO MILLER ESPONE AD ARPINO, LE ISTITUZIONI GUIDANO IL CAMBIO DI ROTTA

In due minuti ho compreso il valore della proposta che mi stava facendo l’associazione IndieGesta”. Ha esordito con queste parole il consigliere della Regione Lazio Sara Battisti aprendo la conferenza di presentazione della mostra internazionale di fotografia Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia – in programma dal 12 giugno al 26 settembre 2021 nelle sale del castello Ladislao di Arpino – promossa da IndieGesta con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone e la Fondazione Mastroianni.

Nel suo intervento il consigliere Sara Battisti ha spiegato nel dettaglio l’impegno e soprattutto il cambio di rotta che la Regione sta facendo nei confronti dei territori: “Il motore vero sono l’associazione, l’Accademia e tutti coloro che si sono mossi per l’organizzazione dell’evento che sarà accolto in un luogo meraviglioso. Un’iniziativa straordinaria non soltanto per il valore dell’artista e dell’attore interprete degli scatti, ma anche perché sono convinta che tutte le realtà associative del nostro territorio che danno un contributo all’offerta culturale devono essere sempre sostenute dalla Regione. Questo perché nel corso degli anni si è investito poco, forse distratti da altro. Noi dobbiamo avere davanti una prospettiva nuova. Con il vicepresidente della Provincia Vacana ce lo diciamo sempre, i rappresentanti delle istituzioni attori di questo territorio hanno davanti un’occasione importante. Da una parte è bene continuare a sostenere tutti gli imprenditori coraggiosi che restano e che lo fanno in un’ottica che tenga conto anche del rispetto dell’ambiente, perché questa provincia ha già pagato troppo, però, dobbiamo lavorare anche in un’altra ottica. Sono convinta che il settore del turismo e quello della cultura siano ambiti strategici su cui lavorare. La vera scommessa per il futuro. L’emergenza Covid, tra l’altro, ha permesso a tanti di scoprire le nostre bellezze agevolando quello che abbiamo definito turismo di prossimità. Dentro il circuito delle nostre eccellenze dobbiamo inserire fermento nuovo culturale, abbiamo a disposizione risorse straordinarie e possiamo gestirle in maniera ordinata, sedendoci ad un tavolo e promuovendo quei segmenti in cui è possibile investire. Questo è quello di cui ha bisogno questa terra per potersi emancipare dopo un periodo di stop come quello che abbiamo attraversato. Con la cultura, un certo tipo di cultura, che rispecchi i valori della solidarietà, della fratellanza, delle pari opportunità che sanno raccontare alcuni artisti. In questo la Regione credo abbia fatto e stia facendo un lavoro enorme: intanto mettendo in campo sostegni, ristori, iniziative a favore dei giovani (penso al WeGil, al castello di Santa Severa, alle nuove grotte di Collepardo). Questa mostra sposa appieno quanto ho detto e non potevamo che sostenerla e ringraziare tutti, a cominciare dall’associazione IndieGesta. Non è la prima volta che questi ragazzi si rivolgono a me e devo dire che lo hanno sempre fatto presentando dei progetti veri, lungimiranti, che provano a restituire qualcosa per il territorio. Il sostegno arriva, quindi, come giusto riconoscimento. La politica, dobbiamo dircelo, ha fatto un errore: smettere di credere nei giovani e nei talenti che i territori esprimono. Per questo l’associazionismo si è riorganizzato di conseguenza. La Regione Lazio, in questo, sta cambiando e sta lavorando per ricostruire. L’anno che abbiamo davanti è fondamentale e possiamo fare cose straordinarie, ma le possiamo fare solo se nessuno decide di viaggiare per sé e chiamando a raccolta le energie positive che ci possono allargare la prospettiva dell’orizzonte”.

Accanto alla consigliera Sara Battisti il vicepresidente e delegato alla Cultura della Provincia di Frosinone, Luigi Vacana conferma il ruolo di profondo sostenitore dell’eccellenza ciociara: “Vero valore aggiunto della mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia. La realizzazione del desiderio di Miller, che ha sangue ciociaro nelle vene, di poter esporre le sue opere nella terra che diede i natali a sua madre offre l’irripetibile momento di proiettare la Ciociaria in uno scenario internazionale da cui troppo spesso, immeritatamente, è stata tagliata fuori. Per questo ringraziamo la Regione e, per quel che può, la Provincia che hanno dimostrato sensibilità nei confronti di quel patrimonio immateriale che fa muovere la Ciociaria. Questo appuntamento qualifica il territorio come poche altre volte è stato fatto”.   

IndiePop Fest, esordio adrenalinico coi BOODA!

Non ci ricordavamo di quanto fosse bello svegliarsi il mattino dopo con il torpore nella testa e la debolezza nelle gambe.
La piacevole sensazione di questa mattina ci fa tornare subito alla mente una serata magica.
Era nata per caso, dopo che il Comune aveva deciso di puntare su alcune serate sfruttando il bando Estate delle Meraviglie della Regione Lazio, chiamando alcune associazioni ad occuparsi di una serata a turno.
Ne è uscita fuori una delle più belle serate di musica mai realizzate a Ceccano e nei dintorni. C’era Silvia Zambon (alias Notfromvenus), che non aveva mai suonato da sola su un palco (dopo anni come vocalist dei Polar Station) e ha incantato tutti con la semplicità dell’ukulele e la magia della sua voce. C’erano Mario Bruni e Costantino Mizzoni (che hanno condiviso decine di palchi coi 15mos ma che debuttavano in duo come Telecasters). e hanno divertito il pubblico con un folk pop originale e orecchiabile. E poi ci sono stati loro, i Booda, che dopo essere arrivati secondi a X Factor 2019 e aver infiammato i 20mila del Forum di Assago durante la finalissima dello scorso dicembre, letteralmente non salivano su un palco per un concerto vero da allora, e avevano una voglia matta di suonare che hanno trasmesso a tutti, coinvolgendo il pubblico di una piazza 25 luglio finalmente piena e vogliosa di tornare alla normalità e alla gioia che solo la bella musica ti sa dare.
Ci siamo divertiti tutti, questa serata era quello che serviva per alzarsi dal divano e tornare a stare tra le persone, in sicurezza certo, ma guardandole negli occhi.
Per questo fantastico azzardo ringraziamo il Commissario Ranieri, Pasqualino Ardovini, Filippo Sodani e tutto il personale del 5° Settore del Comune di Ceccano, che hanno creduto nella sfida di poter dare ai ceccanesi un programma culturale nonostante l’assenza di un’Amministrazione e nonostante le misure restrittive, e non era affatto scontato perché molti altri non lo stanno facendo. Ringraziamo come sempre Pietro, Vincenzo e i ragazzi di Muzak Service, esempio di professionalità da decenni. Ringraziamo i ceccanesi, che hanno sfidato la paura, e i commercianti, che vedevamo finalmente col sorriso. Ringraziamo infine i musicisti, i tecnici e chi li ha accompagnati, e ogni persona che ieri sera ha scelto di partecipare a una serata normale in un’epoca anormale. Vi vogliamo bene 

Lazio Pride 2020, Ceccano è la scelta giusta

Sarà Ceccano la prima città candidata ad ospitare l’edizione 2020 del Lazio Pride. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri dalla pagina ufficiale della manifestazione. Per l’evento del prossimo anno, che è itinerante e che lo scorso anno si svolse con successo a Frosinone, oltre alla cittadina fabraterna saranno candidate un capoluogo di provincia e un paese dei Castelli Romani, ancora da annunciare. La decisione di candidare Ceccano arriva da IndieGesta, che ha già effettuato un sopralluogo logistico con i responsabili di ArciGay, l’ente che organizza il Pride.

La lotta alle discriminazioni è nel nostro DNA e siamo certi del fatto che Ceccano, dove la nostra associazione è nata e cresciuta, sia tra le città più adatte a promuovere e far risuonare e rivendicare quel sentimento di orgoglio per l’affermazione dei diritti civili. Storicamente Ceccano ha anticipato con eventi significativi quelle che poi sono diventate le grandi trasformazioni del Paese, basti pensare alle lotte contadine e ai grandi movimenti operai che a cavallo tra gli anni 60 e 70 hanno portato alle tutele sul lavoro che oggi sono diventate riferimento e legge. Le aspirazioni di allora sono le stesse che oggi ci portano a credere che ancora una volta siamo in prima linea per segnare il cambiamento. Per questo c’eravamo l’anno scorso al Lazio Pride di Frosinone. Abbiamo sfilato per le vie del capoluogo con le nostre bandiere e le nostre magliette convinti e orgogliosi di trovarci insieme a migliaia di persone che di fronte ai tabù hanno scelto di rompere il silenzio.

Per vivere in libertà. E prima ancora c’eravamo nel 2016 quando, con una proposta di mozione arrivata sui tavoli istituzionali, come associazione abbiamo messo nero su bianco l’intenzione di sensibilizzare e promuovere  una tra le più importanti istanze per il viver civile: la lotta a qualsiasi tipo di discriminazione, con particolare attenzione alla cultura delle differenze, alla prevenzione e alla condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica.

Raccoglievamo così gli esiti e i riscontri positivi della campagna contro l’omofobia che nell’anno precedente ci aveva distinti a livello provinciale con l’iniziativa #daiunbacioachivuotu tradotta a livello mediatico con la fortunata campagna autoprodotta dai nostri volontari. Lo dicevamo allora e lo ripetiamo adesso ancora più convinti: la diversità, intesa in tutte le sue forme, non può che essere un punto di forza, una caratteristica propria dell’uomo e non motivo di imbarazzo o di odio. L’orientamento sessuale non può e non deve essere un metro di giudizio.

Noi ci crediamo!

Eco Reattivo, basso impatto ambientale, altissimo impatto emotivo

Con le parole si può fare tutto, con le azioni si possono davvero cambiare le cose. Eco Reattivo, quando nacque l’idea tre anni fa, doveva essere un festival sostenibile, sia a livello tecnico che a livello economico, che aveva il compito di dimostrare alla società che è possibile organizzare un evento musicale di qualità pur non avendo fondi, né pubblici né privati. Musicisti disposti ad esibirsi gratis, tecnici disposti a portare un piccolo impianto gratis, volontari che allestiscono tutto, ovviamente gratis. In tre edizioni non abbiamo superato i 300 euro di spese vive, e con la serata di ieri abbiamo aggiunto un tassello fondamentale, quello della sostenibilità ambientale. Di norma in uno stand gastronomico si consuma tanta carne, tanta birra commerciale, tanta plastica e si produce una enorme quantità di rifiuti. Con uno sforzo notevole, non semplice, dobbiamo riconoscerlo, grazie agli amici de La Piccola Sosteria abbiamo allestito uno stand gastronomico completo, ma con prodotti della terra, birra artigianale certificata, zero plastica ma bicchieri e stoviglie interamente compostabili, illuminato oltretutto solo da luci a led a bassissimo consumo, come d’altronde era per tutta l’illuminazione usata per il palco e l’area del concerto, nessun manifesto stampato ma solo pubblicità sui social. Un festival musicale a impatto vicino allo zero per l’ambiente, ma a grande impatto emotivo per tutti i partecipanti, che sono stati a centinaia, nonostante il caldo e una trentina di eventi concomitanti anche a poca distanza da noi. Abbracciamo uno ad uno tutti i musicisti, dai giovanissimi Lucky Bastards, ai Lee Quore, a Pané, a Charlie Fuzz e i pazzi Caraibi, a Rhash, Blanco, Hurleeys, Fonty, ognuno di loro ha regalato una serata di musica moderna, attuale, fresca, coinvolgente per persone di tutte le età. Loro sono stati al centro di tutto, in un’epoca in cui la musica funge solo da accompagnamento alle mille fiere gastronomiche, si sente sempre più la mancanza di eventi che la mettano finalmente al centro della scena. Eco Reattivo è stato questo, e il suo triennio di esistenza è stato bellissimo. Per il futuro non ci fermeremo qui, gli esperimenti continueranno e saranno ancora più stupefacenti, restate sintonizzati.

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Un flash mob per dire no alla violenza contro le donne

In Italia, nei primi dieci mesi del 2018, sono state uccise 106 donne, una ogni 72 ore, per la maggior parte dentro le mura domestiche. Ieri abbiamo scelto di celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne in maniera diversa dal solito. Un flash mob in uno dei luoghi più affollati di Ceccano, il centro commerciale di viale Fabrateria Vetus, per una messa in scena che coinvolgesse le centinaia di persone accorse per fare spese. Una donna, interpretata dall’attrice Francesca Reina, si è fermata davanti le casse e ha raccontato a tutti lo stupro subito, prendendo le parole dal celebre monologo di Franca Rame. Contemporaneamente, alcune ragazze imbavagliate si erano disposte lungo gli scaffali del supermercato mostrando cartelli con una serie di frasi sessiste di uso comune. Dieci minuti di shock collettivo per ribadire che la violenza contro le donne è ancora una devastante realtà anche per il nostro territorio (secondo i dati del Telefono Rosa provinciale oltre 350 donne si sono rivolte all’organizzazione per denunciare violenze subito nel 2018), e che va combattuta con tutte le nostre forze. Si potrà seguire la campagna, le immagini e i video attraverso l’hashtag #stopviolenzasulledonne. Tornando al flash mob di ieri, ringraziamo Francesca Reina, Luigi Mazzocchi, Giorgio Giansanti, Patrizia Palombo e ovviamente le ragazze e i ragazzi di IndieGesta. La battaglia sarà difficile, ma non ci fermeremo qui.

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Photoweek(end): Riusciremo a salvare il mondo?

La Photoweek è stata fin dall’inizio, nel 2012, uno degli eventi di punta di IndieGesta. Un modo per esplorare, attraverso la fotografia, il mondo che ci circondava, cercando in qualche modo di carpirne gli aspetti più innovativi e interessanti e offrirli al pubblico. Quell’esperienza, che vedrà dal 2 al 4 novembre la sesta e ultima edizione, si evolverà in qualcosa di diverso, ma non prima di porre un’ultima ed estrema domanda: riusciremo a salvare il mondo? Per cercare delle risposte abbiamo scelto (fatto inedito per un evento che si è sempre svolto al Castello dei Conti di Ceccano) un luogo primordiale e affascinante: il Museo del Vulcanismo Ernico (MUVE) di Giuliano di Roma. Il piccolo centro a pochi km da Ceccano sorge infatti sul cratere di un antico vulcano. Le testimonianze di questo lontano passato sono riconoscibili dalla rinomata pietra nera, che a Giuliano si trova ovunque, e dai numerosi studi, molti dei quali esposti al MUVE. Dunque una location che ci ricorda cosa fosse il mondo migliaia di anni fa. A questa abbiamo scelto di affiancare una mostra personale di Francesca Spedalieri, “Where the River flows“, dedicata all’inquinamento della Valle del Sacco e premiata da Lazio Creativo 2018. La mostra di Francesca ci dirà cosa è diventato il mondo, in particolare il nostro piccolo mondo, ai giorni nostri. Una seconda mostra, realizzata dagli allievi del Photolab, il corso di fotografia base della nostra Dieciminuti Academy, ci mostrerà come “Salvare il Mondo“, tanti piccoli gesti quotidiani che serviranno a migliorare la nostra vita quotidiana, inquinando meno. Gli allievi che esporranno saranno: Agnese D’Annibale, Alessandra Tiberia, Alessandro Catracchia, Amy Ferri, Annagiulia D’Emilio, Francesca Gronni, Gabriele Bartoli, Ilaria Santucci, Isabella Capoccetta, Lara Kolenc, Laura Del Brocco, Marcello De Martinis, Marco Testani, Noemi Compagnoni, Silvia Sarandrea, Simona Fontana e Vanessa Carlini. L’evento, che gode del patrocinio del Comune di Giuliano di Roma, aprirà Venerdì 2 novembre alle 18.30. La mostra resterà aperta, con ingresso gratuito, nei seguenti orari: Venerdì 18.30-23.00; Sabato 10.30-23.00; Domenica 10.30-20.00. Domenica mattina alle 11 avrà poi luogo un Instameet tra i vicoli del centro storico di Giuliano di Roma, in collaborazione con la locale Pro Loco e con l’Associazione Cultores Artium.

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Carta Scoperta, il disegno diventa protagonista

Mai percorrere strade troppo facili o troppo corte, si finisce per diventare pigri. Carta Scoperta, il nome che abbiamo scelto per il nostro primo Festival del Disegno, punta a diventare un esperimento culturale futurista che punta a valorizzare e scoprire una delle arti più antiche del mondo, il disegno. Domenica 16 settembre, dalle 10 alle 20 nella nuova, insolita ma affascinante cornice del Chiostro della Casa della Salute di Ceccano (l’ex Manicomio), vi proporremo un viaggio alla riscoperta di un’arte che, nonostante l’arrivo del digitale, è più viva che mai.

In apertura, dalle 10 fino alla chiusura, prevista per le 20, ci sarà la Mostra dedicata alle varie tecniche di disegno, fruibile a tutti nei vari angoli del Chiostro. Ad esporre tanti artisti locali, giovani e meno giovani, ognuno con una sua caratteristica peculiare ed unica: Emanuela Lo Scalzo, Claudia Loreti, Tiziano Tiberia, Giorgia Ciotoli, Gabriele Tagliaferri, Elena Blasio, Alessandra Finiello, Maurizio Salomone, Diana Fiori.

Dalle 11 poi, sempre il cuore del Chiostro ospiterà il laboratorio artistico “I colori della notte di Van Gogh“, a cura di Vanessa Loffredi. ll laboratorio sarà diviso in due parti: la prima nella quale sarà usato il Kamishibai, una tecnica di narrazione itinerante, semplice, intensa e immediata. Ideale nell’introduzione del lavoro creativo con i bambini che sarà la seconda parte dell’incontro. Prendendo spunto dalla storia raccontata con il kamishibai, vedremo all’opera i bambini che con l’aiuto di Vanessa realizzeranno un lavoro collettivo con vari materiali e tecniche, ispirandosi ai colori della Notte Stellata di Vincent Van Gogh. Il laboratorio è gratuito.

Sempre dalla mattina, ma a Borgo Berardi, poco distante dal cancello di ingresso della Casa della Salute, il writer ONIRO (alias Onorio Pagnani) dipingerà su una parte del muro di contenimento dell’ex-Scuola Elementare di Borgo Berardi un murale dedicato alla Valle del Sacco e alla questione ambientale. Oniro lavorerà in estemporanea, chiunque potrà assistere alla nascita di un’opera che ridisegnerà il volto di una parte cruciale della città.

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Eco Reattivo, musica ed emozioni primordiali

Eco Reattivo è il progetto culturale più “primordiale” e al tempo stesso più “futurista” di IndieGesta. Un festival musicale, all’apparenza, ma senza grandi investimenti, grandi impianti, grandi nomi, insomma la dimostrazione vivente che oggi, nel 2018, si può organizzare un bell’evento musicale anche con un budget ridotto al lumicino, per intenderci importi sufficienti ad una pizza tra amici intimi. Dopo la scommessa vinta dello scorso anno, quest’anno ci riproviamo, con maggiore ambizione e una più attenta sperimentazione. La cornice sarà la stessa, la Villa comunale di Ceccano (via San Sebastiano). Domenica 29 luglio, a partire dalle ore 19, cinque spettacoli musicali unici, a partire dall’apertura, affidata quest’anno al Maestro Vittorio Oi, con un concerto dedicato ai bambini di tutte le età che coinvolgerà ed emozionerà i più piccoli. Poi, dopo un piccolo break, si proseguirà con i concerti degli Zettel, di Maria Pucci, della Ivano Verrelli Horror Paradise e di Ukuleli. L’ingresso sarà rigorosamente gratuito. All’interno sarà allestito uno stand gastronomico a cura degli amici di Goodzilla.

Vediamo nel dettaglio gli artisti:

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Come già lo scorso anno, non può mancare uno spazio musicale rivolto ai più piccoli, con un ospite d’eccezione come il Maestro Vittorio Oi, prestigioso pianista e insegnante con anni di esperienza in ambito musicale tra i bambini di tutte le età. Uno spazio gioioso per aprire nel migliore dei modi l’evento all’interno dell’area giochi della Villa comunale.

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Maria Pucci è una cantautrice dalle radici nel Basso Lazio, la quotidianità in Abruzzo e i ricordi nel romano. Dopo sei anni di esperienza nei Florio’s, gruppo rock alternative del cassinate, torna in solitaria ad eseguire i suoi brani che seguono il filone degli “Esercizi di Malinconia”.

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 Gli Zettel sono un trio romano con un pizzico di estro ciociaro grazie allo storico chitarrista ceccanese Stefano Mingarelli. Suonano un rock acido e penetrante, con pezzi propri in italiano. Oltre a Stefano (voce e chitarra), il trio è composto da Vincenzo Di Siena al basso e Giampiero Sanguigni alle percussioni.

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 Ivano Verrelli Horror Paradise. Tutti conosciamo la bravura e la versatilità del maestro Verrelli e dei suoi tantissimi allievi. A Eco Reattivo presenteranno uno show sconvolgente. Complici di Ivano saranno: Alessandro Cristofanilli (chitarra), Stefano Del Brocco (basso), Andrea Ciotoli (chitarra), Stefania Ricci (tastiera).

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Dopo aver comprato il suo primo ukulele azzurro ed essersi innamorata di questo piccolo strumento Elisa Frioni, giovane ed esordiente cantautrice della provincia, diventa Ukuleli. Ad Eco Reattivo 2 ci farà ascoltare alcune delle sue canzoni ukulele e voce.

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Photoweek 5, i ringraziamenti

Si è trattato di una Photoweek diversa dalle precedenti, sotto diversi aspetti.

Non è stata un evento di massa, con cinque o sei eventi collaterali a riempire la settimana e migliaia di visitatori alla mostra.

Non è stata una mostra semplice da capire, in cui poi i visitatori si scattavano foto divertenti e simpatiche.

La fotografia del 2017 sta attraversando una fase di cambiamento e di discussione, la nostra Photoweek non poteva restarne immune.

Abbiamo però spinto i visitatori, che sono stati comunque più di settecento, a ragionare sull’importanza o meno di essere presenti sui social media e condividere con i loro contatti ogni attimo della loro vita, per paura che, in caso contrario, quegli attimi fossero meno importanti.

Abbiamo spinto i visitatori a mettersi in un angolo e a farsi immortalare come nei mitici Corner Portraits di Irving Penn, dove i grandi personaggi si stringevano in un angolo e dal ritratto, rigorosamente in bianco e nero, emergeva la loro anima.

Abbiamo promosso un workshop professionale di primissimo livello a un prezzo bassissimo, perché la nostra politica non si discosterà mai dall’offrire a tutti la grande qualità ma alla portata di tutti.

Guardando gli spiccioli, per questo evento abbiamo speso poco più di 800 euro, e ne sono rientrati poco più di 700, quindi con un saldo di 100 euro e spiccioli abbiamo dimostrato, per l’ennesima volta, che per organizzare un grande evento occorre solo la fantasia e la buona volontà, tutto il resto è superabile con l’entusiasmo.

Per questa Photoweek anomala, ringraziamo tutti i nostri volontari, i 27 allievi del PhotoLab arrivati alla Mostra, gli altri che si sono dovuti fermare prima ma che ci hanno seguito con affetto. E poi Francesco Pinto, Mara Compagnone, Olha Priroda, per la loro grande professionalità, gli allievi del workshop sul ritratto, il Sindaco Roberto Caligiore e la consigliera Federica Aceto, i funzionari Filippo Sodani e Vincenzina Angeletti, gli amici di Cultores Artium, tutti i visitatori, tutti i modelli che hanno accettato di farsi immortalare. Insomma, ancora una volta, tutti coloro che hanno reso possibile la Photoweek.

Ora, giusto il tempo per tirare il fiato, e si riparte.