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IL PRESIDENTE ALESSANDRO CIOTOLI: ECCO COM’è NATA LA MOSTRA DI SANDRO MILLER

La prima curiosità che spunta nella presentazione della mostra internazionale Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia, che sarà ospitata nelle sale del Castello Ladislao di Arpino dal 12 giugno al 26 settembre prossimi – riguarda certo l’idea che ha accompagnato la nascita di un progetto culturale così importante. L’ha spiegata con un pizzico di orgoglio il presidente della nostra associazione IndieGesta, Alessandro Ciotoli, nel corso della conferenza stampa organizzata nella sala teatro dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone: “La nostra associazione è conosciuta soprattutto per l’evento che ogni anno, da quindici anni a questa parte, ci vede impegnati in oltre cinquanta volontari per l’organizzazione del festival internazionale del cortometraggio. A marzo 2020 eravamo a pochi giorni dall’inizio della 15esima edizione del Dieciminuti Film Festival quando ci siamo scontrati contro il muro della pandemia. Per oltre un anno e mezzo, dopo un’edizione online del festival, ci siamo messi a pensare a nuovi eventi da curare all’uscita dall’emergenza sanitaria. Mentre facevamo questo è arrivato un messaggio su Facebook da una ragazza di Milano, Chiara Spinnato (referente italiana dell’agenzia DiChroma concessionaria della mostra), che si rivolgeva a noi chiedendoci contatti sul territorio di Frosinone per organizzare una mostra di fotografia. Prima ancora di conoscere la portata dell’iniziativa avevamo già detto a Chiara: la organizziamo noi! Con il tempo abbiamo capito non solo di aver osato il giusto ma anche di averlo fatto scegliendo i partner migliori. Quando siamo stati ricevuti dalla consigliera Battisti, dalla direttrice Rea, avevamo preparato spiegazioni e approfondimenti ma dopo pochi minuti con loro li avevamo già convinti. Avevano capito subito anche loro, come noi, il potenziale enorme di questo progetto culturale. L’idea cui lavoravamo era di invertire la rotta.

A giugno IndieGesta festeggerà i venti anni di attività sul territorio, una realtà associativa che ha nell’organico l’80% di soci under 35; cercavamo un’idea che potesse segnare il percorso fatto e allo stesso tempo che ci aiutasse a guardare al futuro, in un territorio fortemente penalizzato anche e soprattutto in questa fase di smarrimento. Ci trovano d’accordo quelli che come noi pensano che la cultura sia uno dei settori in grado di trainare un movimento virtuoso per il territorio. Posso fare un esempio concreto come il festival di Giffoni che ci vede coinvolti grazie ad una collaborazione suggellata qualche anno fa. Il nostro obiettivo era quello, quindi, di riuscire a mettere insieme Istituzioni e partner diversi per provare a realizzare un’impresa culturale. La mostra internazionale di fotografia di Sandro Miller è, a nostro avviso, una delle soluzioni più ‘folli’ che ci potessero capitare. Non sarà una mostra come quelle che andiamo a vedere nelle metropoli, sarà anche come quelle, ma regalerà qualcosa in più: ci sarà il lato forte della Ciociaria, il lato familiare. Sandro Miller voleva fare questa mostra in Ciociaria più di quelle che ha già fatto a Tokio, a Pechino, a New York perché sua madre, Elena Paris, era di Ferentino e da qui è emigrata negli Stati Uniti d’America nel 1947. Lui è venuto in Italia da bambino e ha dei ricordi straordinari della Ciociaria: quando lo abbiamo sentito per intervistarlo, i suoi racconti si sono concentrati soprattutto su questi aspetti, più che sui dettagli della mostra. Ricorda con affetto le immagini della nonna che cucinava le fettuccine nella loro abitazione di campagna. Da qui il nostro impegno presso il sindaco di Ferentino e presidente della Provincia Antonio Pompeo nella speranza di poter permettere a Miller di ottenere la cittadinanza italiana. La prima settimana di agosto Sandro Miller sarà qui e ci dedicherà tempo per una serie di iniziative che stiamo definendo: una masterclass, un incontro tra le sale della mostra e una visita istituzionale nella ‘sua’ Ferentino.

Quello che abbiamo promosso è anche un investimento sul territorio: il sostegno della Regione Lazio e di quanti hanno creduto alla nostra iniziativa resterà tutto nella regione Lazio attraverso tutti quelli che lavoreranno alla mostra”.

GLI SCATTI DI MILLER AL CASTELLO LADISLAO, IN CAMPO ACCADEMIA DI BELLE ARTI E FONDAZIONE MASTROIANNI

Per il presidente della Fondazione Mastroianni, Andrea Chietini, la presentazione della mostra internazionale Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia, che sarà ospitata nelle sale del Castello Ladislao di Arpino dal 12 giugno al 26 settembre prossimi, è stata la prima occasione utile per dirsi entusiasta di un’iniziativa che “non solo ci permette di riaprire al pubblico la Fondazione, ma ci ha anche concesso la piacevole collaborazione con un’associazione fatta di ragazzi straordinari e dalle grandi passioni, a cominciare dal presidente Alessandro Ciotoli”.

Chietini ha confermato la volontà di scegliere “Le energie migliori da mettere in campo per pensare ad una ripartenza, dopo le chiusure imposte per l’emergenza sanitaria. La Fondazione riparte, secondo me, con un evento straordinario che ha un potenziale che va oltre i confini della nostra provincia e della nostra regione. Questa mostra arriva da noi dopo aver fatto il giro di mezzo mondo, direttamente dopo Trieste e prima di tornare negli Stati Uniti d’America, a settembre. Un’altra cosa che mi preme evidenziare e fare vanto è la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, perché credo che sia la conferma non solo dell’opportunità, ma della necessità di lavorare a stretto contatto. L’Accademia è un’eccellenza del nostro territorio e la Fondazione uno spazio in cui i ragazzi devono potersi esprimere e mettersi alla prova dopo il corso di studi. Questo sodalizio credo che sia l’unica strada da percorrere per alzare l’asticella e puntare in alto, cercando di assumere il giusto ruolo che la nostro provincia merita”.

Un appello che Loredana Rea, nella duplice veste di direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e direttrice della Fondazione Mastroianni, ha condiviso con entusiasmo poco prima di illustrare i dettagli della mostra internazionale che porta la firma di Sandro Miller: “In un gioco straordinario di specchi e di richiami, Miller ha voluto omaggiare i grandi della fotografia scegliendo alcune delle immagini più iconiche che fanno parte del nostro immaginario collettivo e lo ha fatto scegliendo come interprete uno degli attori più amati dei nostri tempi, John Malkovich. Lo ha coinvolto in un percorso (studiato dai nostri docenti e studenti diplomati) di ricostruzione e di citazione fotografica che sarà al centro della mostra con 82 fotografie (a colori e in bianco e nero) di formato diverso e che saranno ospitate nel salone grande della Fondazione Mastroianni rimesso in funzione appositamente per questa esposizione.

Miller e Malkovich sono un binomio che, grazie a questa mostra andata in giro per il mondo, è diventato conosciuto e apprezzato. Permettendo a Miller di uscire dal circuito professionale che prima di questa esperienza lo aveva sempre visto farsi notare nell’ambito della pubblicità. È stato lui a proporre all’amico attore di interpretare le immagini che per lui erano state fondamentali nella carriera e Malkovich lo ha saputo fare non come volto, ma come vero attore, attraverso lunghissime sedute di trucco, di studio della luce, di ricostruzione dei costumi. Il risultato è straordinario, partendo dal famoso scatto di Dorothea Lange, Migrant Mother, scattata in California nel 1936 e diventata un’icona degli Stati Uniti durante la Grande depressione e il New Deal, passando per le gemelle di Diane Arbus rese celebri dal regista di Shining, Stanley Kubrik, e ancora  attraverso l’immagine di Dalì, scelta dal professor Roma come quella trainante della mostra.

Tutto questo sarà ospitato in un luogo che affascina a primo colpo, un luogo di storia e di ricerca della bellezza secondo l’esempio di Umberto Mastroianni che dopo essere diventato famoso è tornato nella sua terra lasciandoci un’eredità che possa far conoscere e apprezzare la nostra splendida terra. Mi auguro davvero che questa mostra possa portare nel nostro territorio, innanzitutto i ciociari che non lo conoscono, ma anche l’Italia, a scoprire la bellezza di questo territorio che attraverso i suoi gioielli artistici, le grandi abbazie, ha costruito la struttura culturale dell’Europa.

L’Accademia di Belle Arti negli ultimi anni ha lavorato per costruire rapporti con le Istituzioni perché sono convinta che la rinascita di questo territorio passi per la cultura che ne costituisce il dna”.

SANDRO MILLER ESPONE AD ARPINO, LE ISTITUZIONI GUIDANO IL CAMBIO DI ROTTA

In due minuti ho compreso il valore della proposta che mi stava facendo l’associazione IndieGesta”. Ha esordito con queste parole il consigliere della Regione Lazio Sara Battisti aprendo la conferenza di presentazione della mostra internazionale di fotografia Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia – in programma dal 12 giugno al 26 settembre 2021 nelle sale del castello Ladislao di Arpino – promossa da IndieGesta con l’Accademia di Belle Arti di Frosinone e la Fondazione Mastroianni.

Nel suo intervento il consigliere Sara Battisti ha spiegato nel dettaglio l’impegno e soprattutto il cambio di rotta che la Regione sta facendo nei confronti dei territori: “Il motore vero sono l’associazione, l’Accademia e tutti coloro che si sono mossi per l’organizzazione dell’evento che sarà accolto in un luogo meraviglioso. Un’iniziativa straordinaria non soltanto per il valore dell’artista e dell’attore interprete degli scatti, ma anche perché sono convinta che tutte le realtà associative del nostro territorio che danno un contributo all’offerta culturale devono essere sempre sostenute dalla Regione. Questo perché nel corso degli anni si è investito poco, forse distratti da altro. Noi dobbiamo avere davanti una prospettiva nuova. Con il vicepresidente della Provincia Vacana ce lo diciamo sempre, i rappresentanti delle istituzioni attori di questo territorio hanno davanti un’occasione importante. Da una parte è bene continuare a sostenere tutti gli imprenditori coraggiosi che restano e che lo fanno in un’ottica che tenga conto anche del rispetto dell’ambiente, perché questa provincia ha già pagato troppo, però, dobbiamo lavorare anche in un’altra ottica. Sono convinta che il settore del turismo e quello della cultura siano ambiti strategici su cui lavorare. La vera scommessa per il futuro. L’emergenza Covid, tra l’altro, ha permesso a tanti di scoprire le nostre bellezze agevolando quello che abbiamo definito turismo di prossimità. Dentro il circuito delle nostre eccellenze dobbiamo inserire fermento nuovo culturale, abbiamo a disposizione risorse straordinarie e possiamo gestirle in maniera ordinata, sedendoci ad un tavolo e promuovendo quei segmenti in cui è possibile investire. Questo è quello di cui ha bisogno questa terra per potersi emancipare dopo un periodo di stop come quello che abbiamo attraversato. Con la cultura, un certo tipo di cultura, che rispecchi i valori della solidarietà, della fratellanza, delle pari opportunità che sanno raccontare alcuni artisti. In questo la Regione credo abbia fatto e stia facendo un lavoro enorme: intanto mettendo in campo sostegni, ristori, iniziative a favore dei giovani (penso al WeGil, al castello di Santa Severa, alle nuove grotte di Collepardo). Questa mostra sposa appieno quanto ho detto e non potevamo che sostenerla e ringraziare tutti, a cominciare dall’associazione IndieGesta. Non è la prima volta che questi ragazzi si rivolgono a me e devo dire che lo hanno sempre fatto presentando dei progetti veri, lungimiranti, che provano a restituire qualcosa per il territorio. Il sostegno arriva, quindi, come giusto riconoscimento. La politica, dobbiamo dircelo, ha fatto un errore: smettere di credere nei giovani e nei talenti che i territori esprimono. Per questo l’associazionismo si è riorganizzato di conseguenza. La Regione Lazio, in questo, sta cambiando e sta lavorando per ricostruire. L’anno che abbiamo davanti è fondamentale e possiamo fare cose straordinarie, ma le possiamo fare solo se nessuno decide di viaggiare per sé e chiamando a raccolta le energie positive che ci possono allargare la prospettiva dell’orizzonte”.

Accanto alla consigliera Sara Battisti il vicepresidente e delegato alla Cultura della Provincia di Frosinone, Luigi Vacana conferma il ruolo di profondo sostenitore dell’eccellenza ciociara: “Vero valore aggiunto della mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich – Omaggio ai grandi maestri della fotografia. La realizzazione del desiderio di Miller, che ha sangue ciociaro nelle vene, di poter esporre le sue opere nella terra che diede i natali a sua madre offre l’irripetibile momento di proiettare la Ciociaria in uno scenario internazionale da cui troppo spesso, immeritatamente, è stata tagliata fuori. Per questo ringraziamo la Regione e, per quel che può, la Provincia che hanno dimostrato sensibilità nei confronti di quel patrimonio immateriale che fa muovere la Ciociaria. Questo appuntamento qualifica il territorio come poche altre volte è stato fatto”.   

MALKOVICH, MALKOVICH, MALKOVICH: TAPPA AD ARPINO PER L’INCREDIBILE PROGETTO FOTOGRAFICO FIRMATO DA SANDRO MILLER

Cinema e fotografia. Malkovich, Malkovich, Malkovich è lo straordinario progetto fotografico che sta facendo il giro del mondo e che la Ciociaria ospiterà da giugno a settembre prossimi al Castello Ladislao di Arpino.
Un omaggio doppio che porta la firma del fotografo di fama internazionale Sandro Miller, per un evento promosso dall’associazione culturale IndieGesta di Ceccano insieme all’Accademia di Belle Arti di Frosinone e alla Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino.

Non è un caso che la mostra approdi in provincia di Frosinone. Sandro Miller, tra i più accreditati fotografi del panorama mondiale, ha infatti un legame personale e diretto con il territorio ciociaro. Nato nel 1958 a Chicago, Miller vanta origini italiane per parte di madre, nativa di Ferentino. L’occasione di esporre le sue opere nella terra che diede i natali a sua madre è diventato, così, motivo di orgoglio e personale soddisfazione per l’artista, che sarà ospite dell’evento nei prossimi mesi.

Con la mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich Sandro Miller ha voluto interpretare le più celebri immagini dei più grandi maestri della fotografia contemporanea affidandosi al volto del più camaleontico degli attori americani, l’amico fraterno John Malkovich.

L’esposizione è organizzata dall’Associazione IndieGesta, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone e la Fondazione Mastroianni, in collaborazione con l’agenzia DiChroma, ed è resa possibile grazie al contributo della Regione Lazio. Una novità assoluta per il territorio della provincia di Frosinone, che coglie l’occasione culturale per una prima importante iniziativa verso la riapertura e la riscoperta del territorio dopo le chiusure imposte per la pandemia.

Cinema and photography. Malkovich, Malkovich, Malkovich is the extraordinary photography project that is touring every major city in the world and that will make a stop at Castello Ladislao in Arpino, Ciociaria from June to September 2021.

It is a double homage by a renowned photographer, Sandro Miller, for an event hosted by IndieGesta, a cultural association based in Ceccano, the Academy of Fine Arts of Frosinone, and Fondazione Umberto Mastroianni in Arpino.

It is no coincidence that the exhibition will take place in the province of Frosinone. Sandro Miller, one of the most acclaimed photographers in the world, has a personal and direct link to the territory of Ciociaria. Born in 1958 in Chicago, Miller is of Italian descent on his mother’s side, as she was born in Ferentino. Being able to exhibit his works in his mother’s land is a source of pride and personal satisfaction for the artist, who will be the guest of honor of the event in the upcoming months.

For Malkovich, Malkovich, Malkovich, Sandro Miller wanted to recreate the most iconic images of the greatest masters of contemporary photography through the features of one of the finest chameleonic actors of America, his close friend John Malkovich. The exhibition is organized by IndieGesta, the Academy of Fine Arts of Frosinone, and Fondazione Umberto Mastroianni, in collaboration with DiChroma agency and with the contribution of Regione Lazio. It is a brand new initiative for the area and a great opportunity to rediscover the province of Frosinone after the closures imposed by the pandemic.

Photo credits: © Sandro Miller / Courtesy Gallery FIFTHY ONE

Terzo settore, nasce indiegesta aps

Anche IndieGesta si uniforma al nuovo Codice del Terzo Settore. Lo scorso 12 gennaio, l’Assemblea Ordinaria dei soci ha approvato la modifica dello Statuto, che come primo passo verso l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore ha previsto la modifica dello status, da “associazione culturale” ad “associazione di promozione sociale”. Lo scorso 12 aprile, lo Statuto è stato iscritto al Registro Ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, divenendo dunque operativo a tutti gli effetti. Da oggi quindi siamo IndieGesta APS.

IndiePop Fest, esordio adrenalinico coi BOODA!

Non ci ricordavamo di quanto fosse bello svegliarsi il mattino dopo con il torpore nella testa e la debolezza nelle gambe.
La piacevole sensazione di questa mattina ci fa tornare subito alla mente una serata magica.
Era nata per caso, dopo che il Comune aveva deciso di puntare su alcune serate sfruttando il bando Estate delle Meraviglie della Regione Lazio, chiamando alcune associazioni ad occuparsi di una serata a turno.
Ne è uscita fuori una delle più belle serate di musica mai realizzate a Ceccano e nei dintorni. C’era Silvia Zambon (alias Notfromvenus), che non aveva mai suonato da sola su un palco (dopo anni come vocalist dei Polar Station) e ha incantato tutti con la semplicità dell’ukulele e la magia della sua voce. C’erano Mario Bruni e Costantino Mizzoni (che hanno condiviso decine di palchi coi 15mos ma che debuttavano in duo come Telecasters). e hanno divertito il pubblico con un folk pop originale e orecchiabile. E poi ci sono stati loro, i Booda, che dopo essere arrivati secondi a X Factor 2019 e aver infiammato i 20mila del Forum di Assago durante la finalissima dello scorso dicembre, letteralmente non salivano su un palco per un concerto vero da allora, e avevano una voglia matta di suonare che hanno trasmesso a tutti, coinvolgendo il pubblico di una piazza 25 luglio finalmente piena e vogliosa di tornare alla normalità e alla gioia che solo la bella musica ti sa dare.
Ci siamo divertiti tutti, questa serata era quello che serviva per alzarsi dal divano e tornare a stare tra le persone, in sicurezza certo, ma guardandole negli occhi.
Per questo fantastico azzardo ringraziamo il Commissario Ranieri, Pasqualino Ardovini, Filippo Sodani e tutto il personale del 5° Settore del Comune di Ceccano, che hanno creduto nella sfida di poter dare ai ceccanesi un programma culturale nonostante l’assenza di un’Amministrazione e nonostante le misure restrittive, e non era affatto scontato perché molti altri non lo stanno facendo. Ringraziamo come sempre Pietro, Vincenzo e i ragazzi di Muzak Service, esempio di professionalità da decenni. Ringraziamo i ceccanesi, che hanno sfidato la paura, e i commercianti, che vedevamo finalmente col sorriso. Ringraziamo infine i musicisti, i tecnici e chi li ha accompagnati, e ogni persona che ieri sera ha scelto di partecipare a una serata normale in un’epoca anormale. Vi vogliamo bene 

#Blacklivesmatter, in piazza contro il razzismo

 

Decine di persone si sono inginocchiate con noi in piazza Gramsci, a Frosinone, per dare vita ad un flash mob, una manifestazione pacifica e silenziosa, di adesione al movimento #Blacklivesmatter. L’adesione è arrivata corale anche da diversi rappresentanti istituzionali del territorio.
L’omicidio di George Floyd a Minneapolis, per mano di alcuni agenti di polizia, ha mosso in tutto il mondo manifestazioni contro ogni forma di razzismo, un fenomeno che una società che si dica moderna non può permettersi di tollerare.
Un fenomeno da combattere prima di tutto quando il prezzo pagato è quello della vita.
Insieme alle migliaia di persone scese in piazza in paesi anche culturalmente lontani, come Siria, Brasile, Messico, Corea del Sud, Australia, Europa, Nuova Zelanda, e dopo la protesta di domenica scorsa a Roma, abbiamo scelto di dare il nostro contributo in maniera silenziosa ma evidente, nel gesto che è diventato simbolico dopo i fatti di Minneapolis, ma che incarna la lotta al razzismo in senso più ampio.
Le iniziative come il Black Lives Matter ci permettono di rimettere l’attenzione sul nostro Paese ancora lontano da quell’idea di società che auspichiamo, fondata e retta dai valori e principi di uguaglianza e di giustizia. Ci permettono di richiamare i governanti ad occuparsi dei migranti, dei braccianti, ma anche delle troppe e violente forme di razzismo cui assistiamo da tempo nei confronti delle comunità straniere che interagiscono con l’Italia.

Dozens of people kneeled in Piazza Gramsci (Frosinone) for a flash mob in support of the Black Lives Matter movement. It was a silent and peaceful gathering that lasted a few minutes. Many local authorities participated as well, showing their solidarity to the cause.
The death of George Floyd, killed by four police officers in Minneapolis, triggered demonstrations and protests all around the world against any form of racism, which is a phenomenon that cannot be tolerated anymore in a society that defines itself as “modern”; a phenomenon to contend first and foremost when people’s lives are at risk.
We chose to give our contribution after the Rome protest last Sunday, and after thousands of protesters gathered in countries that are culturally and geographically distinct such as Syria, Brazil, Mexico, South Korea, Australia, Europe and New Zealand. We did it in a silent but effective way, that is to say by taking a knee, the physical gesture that represents the Minneapolis protest and the fight against racism in its widest sense.
Initiatives such as Black Lives Matter allow us to bring the attention back to our country, that is still a long way from reaching the goals of equality and justice to which we all aspire.
Protests allow us to address the governments, requesting a better immigration plan, a better consideration of our farm workers and, most importantly, an action plan against all forms of racism towards foreign communities, since they occur too often and too violently in Italy.

C’è un modo corretto per comunicare? (medialab risponde)

Comunicare è una necessità, un dovere e un diritto.

La comunicazione è una serie di codici e messaggi che vengono trasmessi da un interlocutore ad altri e viceversa, siamo tutti abituati a riconoscere la comunicazione verbale che rappresenta un linguaggio organizzato in regole e convenzioni, ma sappiamo riconoscere le altre tipologie di comunicazione?

Per iniziare possiamo analizzare le mille sfaccettature della comunicazione considerata paraverbale dove troviamo tutte le modulazioni della voce, le pause, le esitazioni ma anche la punteggiatura, che possono essere di grande aiuto per capire le intenzioni da aggiungere al contenuto.

Per poi valutare l’importanza della comunicazione non verbale che comprende tutto ciò che riguarda la corporeità, ad esempio postura, gestualità, sguardo, espressioni del volto, ecc. Comunicare non verbalmente è un tratto del tutto personale e ha valenza contradittoria, l’interlocutore potrebbe condividere un messaggio con un intenzione specifica accompagnandolo però da una gestualità incerta, chi dovrà ricevere il messaggio potrà essere confuso dalla mancata corrispondenza tra comunicazione verbale e non verbale.

Questo è normale poiché la comunicazione non verbale è del tutto soggettiva e rappresenta in modo naturale le nostre emozioni, tuttavia è importante riuscire a trovare un equilibrio che possa portare a condividere una comunicazione serena all’interno di una comunità.

C’è differenza tra cosa si dice e come si dice? Tra il contenuto del messaggio condiviso e la modalità usata per condividerlo?

Durante gli incontri del Media Lab i giovani stanno sperimentando varie modalità di azione e trasmissione di messaggi (informazioni), giocando e mettendosi alla prova nella gestione delle emozioni e nella condivisione dei loro sentimenti.

DFF15, la selezione /the selection

Finalmente completata la selezione dei 1370 corti iscritti al quindicesimo Dieciminuti Film Festival. Ecco tutti i finalisti.

Dieciminuti Film Festival

1.370 cortometraggi arrivati da 64 nazioni sparse per i 5 continenti. Un lavoro durato mesi e mai così complesso visto l’altissimo livello medio di tutte le opere. Il DFF è pronto per annunciare i nomi dei corti finalisti di un’edizione, la numero 15, che si presenta come la migliore di sempre dal punto di vista della qualità. L’opera di selezione è stata lunga e difficile, e fuori dal concorso sono rimaste opere comunque meritevoli di attenzione che cercheremo di valorizzare nei prossimi mesi con altre iniziative parallele al festival.

Dal 17 al 21 marzo gli spettatori del DFF15 godranno di un cartellone di prima qualità, ecco tutti i nomi, partendo dalla sezione più importante, la Selezione Ufficiale: Alleluja di Paolo Geremei (Italia), Cocodrilo di Jorge Yúdice (Spagna), Disrepute di Stephane Mounkassa e Stefan Sundin (Svezia), Extra Safe di Nouran Sherif (Egitto), Happy Ending di Fernando…

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