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Per ogni fotografo la fotografia di reportage resta la forma più affascinante;  nata come una sorta di diario di viaggio si evolve in riproduzione  della società attraverso le immagini, una riproduzione “filtrata” dalla sensibilità del fotografo che, attraverso l’uso di determinati accorgimenti tecnici, riesce a far leva sull’emotività dello spettatore.

Ogni fotografo ha un proprio percorso e un diverso approccio ad essa e ieri sera Graziano Rinna ha reso partecipi gli allievi del workshop della sua esperienza personale e professionale anche attraverso l’esempio di alcuni progetti a cui ha lavorato precedentemente, uno per tutti, la documentazione di un circo in cui il bianco e il nero, la predilezione voluta del mosso e le atmosfere malinconiche e decadenti, immergono lo spettatore nella bohémien realtà circense.

Il docente ha fornito, inoltre, importanti nozioni storiche e tecniche del photoreportage, avvincendo gli allievi per tutta la durata dell’incontro; “è stato davvero molto interessante, mi piace il genere perché è strettamente connesso con l’antropologia”- dice Sara – “momento formativo davvero interessante, mi ha dato tanti spunti su cui riflettere e tante nozioni pratiche di cui non ne ero a conoscenza” – queste invece le impressioni di Veronica. Sono soltanto due delle diverse testimonianze raccolte, tutte  accordano un feedback  assolutamente positivo.

Ringraziamo quindi Graziano per i suoi preziosi insegnamenti e tutti gli allievi che hanno partecipato con l’augurio che possano trovare stimoli sempre nuovi  per questa loro passione.

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