Il terzo anno è sempre molto strano.
Ci sono già state due edizioni, e mentre la prima va presa per quello che viene, se la seconda migliora anche di poco, la terza è quella che mette più ansia perché è un tuffo nell’ignoto.
Invece questo piccolo seme continua a germogliare e a ramificarsi in forme sempre nuove, e così anche questa terza edizione di Parole nel Cassetto, che aveva il non facile tema della diversità da affrontare, ci ha aperto nuovi orizzonti verso un futuro innovativo e tutto da scoprire per il nostro piccolo ma ambizioso concorso letterario.
Per la prima volta il premio più importante è stato vinto da un ceccanese, il giovane Andrea Ardovini, con un racconto (Il Bianco e il Nero) che ha messo d’accordo tutti e 5 i giurati ancora prima di incontrarsi. Una vittoria netta, che ci ha sorpresi ancora di più quando aprendo la busta con i dati anagrafici abbiamo scoperto chi era l’autore del racconto, premiato “per lo stile raffinato, il finale inaspettato in cui trionfa la diversità, ma soprattutto per l’originalità con cui sono stati rielaborati alcuni topoi letterari e mitici come il tema della scelta collegata all’offerta – vedi Paride – o quello degli scacchi“, per dirla con le parole dei giurati.
Il secondo classificato è stato invece “Salvia nella Steppa“, di Domenico Di Paolo, da Teramo, mentre terza classificata è la romana Ginevra Biedanelli con il racconto “Gli Imbattibili“.
Il premio al miglior Bonsai, riservato a mini-racconti da 200 parole, è stato assegnato invece a “L’Ultimo Treno”, del marchigiano Daniele Massi.
La cerimonia di premiazione è stata come la volevamo: veloce, carica di pathos e di emozioni, viva e senza troppi fronzoli, arricchita dalla presenza della scrittrice Marilù Oliva, presidente di giuria, intervistata dal nostro conduttore di fiducia Giovanni Proietta.
Il tutto è stato aperto e chiuso da Nel Mondo di Alice, il nostro omaggio al romanzo di Lewis Carroll, un piccolo viaggio tra i giardini della Villa comunale al seguito degli strampalati personaggi che la piccola Alice ha trovato sul suo cammino. E’ stato meraviglioso veder accorrere centinaia di bambini, centinaia di genitori ma anche centinaia di persone di tutte le età, e vederli gremire dopo anni la Villa comunale, uno dei nostri luoghi del cuore. Sono immagini che si stamperà per sempre nei nostri cuori.
Per questa bella e insolita serata ringraziamo come di consueto chi ci supporta e sopporta in tutti i mesi che precedono gli eventi: genitori, familiari, amici, che ci danno quella forza in più per affrontare superare ogni difficoltà; ringraziamo tutti i partecipanti a Parole nel Cassetto, i giurati, i lettori dei racconti durante la cerimonia, il conduttore, gli ospiti e il pubblico; ringraziamo il Comune di Ceccano, che ci supporta e ci è vicino in tutte le nostre pazzie; ringraziamo le nostre ragazze e i nostri ragazzi che sono riusciti, anche se alla prima esperienza, a mettere in piedi un meta-spettacolo che ha richiesto settimane di preparazione certosina ma che già dai primi minuti ci ha ripagati di tutti gli sforzi compiuti.
Il nostro percorso di sperimentazione continuerà, sempre e comunque, perché niente ti ripaga più della soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello per gli altri.

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