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Sarà inaugurata domenica 20 settembre alle ore 18 la quarta edizione della Photoweek, la settimana della fotografia ideata da IndieGesta con il patrocinio del Comune di Ceccano.

A dare il via alle danze sarà, come di consueto, la mostra degli allievi dei corsi Base ed Avanzato del PhotoLab IndieGesta, che quest’anno avrà come tema THINK DIFFERENT. La mostra, cui hanno preso parte 28 allievi del corso Base e 15 del corso Avanzato, sarà un viaggio nella diversità dell’animo umano.

Parafrasando un testo di Steve Jobs del 1997, possiamo dire che: “Questa mostra la dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”

Dopo la cerimonia di inaugurazione, alle 21.00 ci sarà l’incontro con Biba Giacchetti la quale si occupa da 18 anni di grande fotografia d’autore. In questo campo è curatrice delle mostre di maggior successo mai realizzate in Italia; tiene lectures, scrive di fotografia è consulente di collezionisti e concepisce progetti di comunicazione per le aziende basate sulla collaborazione con fotografi di fama mondiale, come: Steve McCurry, Gianpaolo Barbieri, Duane Michals, Mary Ellen Mark, James Nachtwey ed Howard Schatz. E’ fondatrice con Giuseppe Ceroni di Sudest57.

L’incontro sarà incentrato sulla figura di Steve Mc Curry; artista prescelto per la sezione Grandi Fotografi di quest’anno.

Steve McCurry è nato nel 1950 a Philadelphia. Dopo aver lavorato al Today’s Post per due anni, partì per l’India come fotografo freelance. È stato proprio in India che McCurry ha imparato a guardare ed aspettare la vita. “Se sai aspettare”, disse, “le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”. La sua carriera è stata lanciata quando, travestito con abiti tradizionali, ha attraversato il confine tra il Pakistan e l’Afghanistan, controllato dai ribelli, poco prima dell’invasione russa. Quando tornò indietro, portò con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti. Quelle immagini, che sono state pubblicate in tutto il mondo, sono state tra le prime a mostrare il conflitto al mondo intero. McCurry è guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia circa il mondo e tutti coloro che lo abitano, ed ha una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana. “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

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