E così, con molta estemporaneità, avvertiamo il bisogno di dire la nostra.

Di fare delle precisazioni non richieste, ma necessarie, per poter portare avanti il nostro progetto di rinnovamento e di diversità culturale in una città che in alcune frange, per fortuna limitate e circoscritte, non perde occasione di buttare fango sulla rabbia giovane che anima la nuova generazione che ha deciso di non arrendersi, di diventare parte attiva per il bene di Ceccano e della provincia di Frosinone.

Lo facciamo quest’anno, perché questo 2011 è per noi un anno fondamentale. Questo è l’anno del nostro decimo compleanno, IndieGesta venne fondata il 22 giugno 2001 da 16 volenterosi che volevano portare avanti iniziative e progetti culturali nuovi.

Da quel giorno ne abbiamo passate di tutti i colori.

Siamo stati combattuti, accusati, temuti, ma anche incitati, incoraggiati, premiati, abbiamo avuto onore e polvere in questi 10 anni, siamo cresciuti tra soddisfazioni per imprese impossibili raggiunte e delusioni per progetti naufragati o andati male, abbiamo goduto per eventi con il pieno di spettatori e pianto per eventi in cui eravamo da soli.

Ma essere parte di un progetto, di un avamposto diverso da tutti quelli preesistenti o nascenti ci ha sempre dato la forza e lo stimolo per andare avanti con maggiore determinazione. I tanti “no” ricevuti nel corso degli anni sono stati la nostra benzina, i primi “Sì” sono stati il nostro stimolo a fare sempre meglio.

Ci avrebbe fatto comodo, negli anni, accostarci a questo o a quel consigliere regionale, a quel deputato, a quel consigliere o assessore provinciale, a quell’assessore comunale.

Negli anni pre-crisi avremmo potuto fare come hanno fatto in molti, ricevere emendamenti, finanziamenti, contributi importanti, che ci avrebbero fatto crescere a grandi livelli fin già dai primi anni. Avremmo magari ottenuto anche quella tanto agognata sede (che dopo 10 anni non abbiamo ancora) che non possiamo permetterci di affittare privatamente (noi che in massima parte siamo precari, studenti, disoccupati) e che tante altre associazioni hanno avuto in uso gratuito dal Comune.

Abbiamo preferito seguire il profilo basso. Non essere accostati a nessuno, non avvicinarci troppo a nessun partito, a nessuna corrente, anche quando i pettegoli o le malelingue facevano accostamenti facili, perché le chiacchiere escono da sole, anche quando non sono supportate dai fatti, ma abbiamo sempre preferito restare in disparte.

“Così non crescerete mai” è una frase che ci siamo sentiti dire spesso nel corso degli anni, ma ce ne siamo sempre fregati. Abbiamo lottato sempre, siamo andati negozio per negozio alla ricerca di fondi, abbiamo presentato progetti, lottato, inventato format e progetti sempre nuovi e alla fine, dopo 10 anni, iniziamo a godere dei frutti di un lavoro che nonostante ci sia costato soldi (tantissimi, personali, sottratti spesso a risparmi o a regali dei nonni), tempo, sacrifici, tempo libero a volontà, ci riempie il cuore di soddisfazione ogni volta che riusciamo a portare a compimento un nuovo progetto.

Adesso, dal niente, veramente dal niente, siamo i promotori, ad esempio, di uno dei festival di cortometraggi più importanti d’Italia, e questo lavorando lentamente, senza ambire a grossi nomi o grosse somme di denaro, contando principalmente sugli sponsor privati e sul sostegno dell’Amministrazione comunale (per la cronaca abbiamo rifiutato “fiumi” di soldi offerti da un altro Ente perché ci veniva chiesto in cambio un palese schieramento politico), quest’anno l’edizione dei record è costata complessivamente 4.500 euro, di cui 2.000 stanziati dal comune (non direttamente a noi ma stanziati per pagare fatture presentate da fornitori) e 2.500 raccolti da noi tramite sponsor privati.

Perché diciamo tutto questo?

Non lo diciamo per cercare un applauso, né per esporci a critiche, ma perché la mediocrità di alcuni individui, per comodità e per invidia, sparge voci subdole sui perché di questi ultimi recenti successi delle nostre molteplici iniziative.

Non possiamo restare in silenzio, lo dobbiamo alle 30 tra ragazze e ragazzi (su 60 iscritti totali) che rinunciano ad ogni ora del proprio tempo libero, anche dopo settimane di lavoro o di studi, anche quando avrebbero tutto il diritto di essere stanchi, pur di portare avanti, volontariamente e gratuitamente da sempre, un’idea di città diversa.

Non si può accettare che ragazze e ragazzi con una media età al di sotto dei 25 anni vengano liquidati con insinuazioni di vicinanza politica all’assessore del momento (ne sono passati in tanti in questi 10 anni e tanti altri ne passeranno, senza vedere mai un nostro rallentamento nella proposta culturale) o alla corrente politica di governo, troppo comodo e, per noi come per tutti coloro che fanno volontariato per la città, del tutto inaccettabile.

Scriviamo questa nota non per difendere soltanto la nostra posizione, ma per difendere la posizione di tutti i giovani di buona volontà che non credono che Ceccano sia morta e non abbia prospettive, ma che al contrario lottano quotidianamente contro tutto e tutti per dimostrare che un’altra città è possibile, e che è possibile solo con il lavoro e l’impegno di tutti, nessuno escluso.

Per questo chiediamo a tutti gli operatori culturali e alle istituzioni di rimboccarci le maniche, tutti insieme, per dare vita ad una bella estate ceccanese, un’estate che faccia notizia non solo per il vandalismo, le risse, gli schiamazzi notturni, lo spaccio, ma che faccia parlare di Ceccano come di una città allegra e piena di begli eventi culturali.

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