LA CASINA DELLE ROSE

Mostra Personale di VideoArte di Serena Carcasole

11, 12 e 13 Marzo 2011

Castello dei Conti di Ceccano (Fr)

L’Associazione culturale IndieGesta, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone e del Comune di Ceccano, ed in collaborazione con l’Associazione Telefono Rosa onlus, presenta LA CASINA DELLE ROSE, prima Mostra personale di VideoArte di Serena Carcasole, in programma dall’11 al 13 Marzo 2011 presso il Castello dei Conti di Ceccano (Fr). L’iniziativa, oltre alla Mostra, prevede anche la presentazione in anteprima dello spot “Più Forti Insieme”, scritto e diretto da Serena Carcasole e prodotto da IndieGesta per promuovere i servizi offerti dal Telefono Rosa sul territorio.

LA MOSTRA

La Mostra “La Casina delle Rose” sarà ospitata nella cornice suggestiva del Castello dei Conti di Ceccano ed osserverà i seguenti orari di apertura, con ingresso gratuito: Venerdì 11 Marzo 2011: dalle ore 17.00 alle ore 20.00 Sabato 12 Marzo 2011: dalle ore 19.00 alle ore 22.00 Domenica 13 Marzo 2011: dalle ore 17 alle ore 21.00

La Mostra è una installazione in quattro movimenti: Impalpabile, Irraggiungibile, Indelebile, Inarrestabile.

La Casina delle rose, nel cuore di Villa Borghese, è oggi un luogo dedicato al cinema e alla cultura. Ma nel 2001 fu teatro di una serie di stupri ai danni di giovani studentesse; per una strana coincidenza, in un altro Casino delle Rose, sempre a Roma, si svolge un analogo evento: nel 1611 Agostino Tassi, che insieme a Orazio Gentileschi decorava in quel periodo le volte del Casino nel Palazzo Pallavicini Rospigliosi, violentò la figlia del maestro, Artemisia, lei stessa ottima pittrice. Il nome di Artemisia è oggi spesso usato per promuovere campagne di sensibilizzazione a favore della donna: singolare come questa figura sia oggi icona e “patrona” dell’arte femminile e delle iniziative a difesa della dignità e salute della donna. Il contrasto tra delicatezza e violenza, già evocato nel titolo, è protagonista dell’intero lavoro di Serena Carcasole. La violenza spezza un equilibrio, crea una spirale di paura che chiude e isola le protagoniste con modalità differenti: una corda, un bozzolo, una finestra. Tutto si gioca su un piano alternato di paura (chiusura) e vitalità (apertura), all’interno di luoghi abbandonati, trascurati, freddi e cadenti, come la psiche ferita di chi li vive. L’esterno è metafora dell’interno, visualizzazione cruda di scenari mentali e sentimentali devastati. Serena è riuscita a raccontare ed evocare con sapienza e delicatezza tale dramma, grazie a un linguaggio asciutto e diretto, minimale, che focalizza l’attenzione su pochi ma significativi elementi. L’uso della tecnologia appare discreto, perfettamente funzionale alla narrazione: la proiezione è evanescenza e leggerezza; l’interazione (presente solo in Irragiungibile) è negazione di se stessa (se lo spettatore si avvicina troppo alla finestra, la ragazza scompare). Serena ha dimostrato di muoversi agevolmente tra i linguaggi del video, della fotografia, dell’installazione, della performance: ogni codice è frequentato con discrezione, senza mai cadere nella trappola degli effetti speciali o del tecnicismo. E si legge nel vedere questi lavori la stratificazione di anni di ricerca, osservazione, sperimentazione. L’opera si muove sul filo sottile di una sensibilità tutta femminile, di uno sguardo saggio e solidale, quello di una donna che omaggia con il suo lavoro il dolore di altre donne. Fragilità e forza sono le due anime presenti in ogni installazione, determinando il respiro, l’andamento pulsante dell’intero lavoro. Apertura (Impalpabile), Chiusura (Irragiungibile), Chiusura (Indelebile), Apertura (Inarrestabile). I quattro movimenti sono manifestazione di una linea, la vita, spezzata e riparata di continuo. L’equilibrio si rompe e ricompone, e proprio tale precarietà, ad ogni passaggio, allarga le basi di una maggiore consapevolezza. La violenza subita diviene elaborazione di una esperienza, momento della vita alleggerito dal fardello della paura. Il vento trascina con sé i traumi e le violenze, che planando si disperdono, meno pesanti, nell’etere. La casina delle rose si colloca in modo significativo nell’ambito del momento storico-politico che l’Italia sta attraversando: è di poche settimane fa la grande manifestazione indetta dalle donne, che dalle piazze di tutto il paese hanno gridato in maniera pacifica ma risoluta il loro no alla mercificazione del corpo e all’umiliazione di essere viste come oggetto di scambio e consumo. In tal senso le quattro installazioni si iscrivono in un percorso importante di denuncia e attenzione a tematiche che tornano a dominare l’agenda dei media. Un nuovo tassello che si aggiunge a una delle cause più lunghe, dolorose e belle di sempre. (Maria Grazia Pontorno, Docente di Multimedia 3, Accademia di Belle Arti di Frosinone)

LO SPOT

Lo spot di promozione sociale “Più Forti Insieme” è stato scritto e diretto da Serena Carcasole allo scopo di promuovere le attività sul territorio regionale dell’Associazione Telefono Rosa onlus, presente a Ceccano con una propria struttura a sostegno delle donne vittime di violenze. Lo spot, girato lo scorso febbraio nelle strutture abbandonate dell’ex-Campo di concentramento delle Fraschette ad Alatri, è interpretato dalla ballerina Cristina Bianchi ed è stato girato con il supporto dell’Associazione culturale IndieGesta. Lo spot verrà presentato in anteprima Sabato 12 Marzo 2011 alle ore 11.00 presso l’Auditorium della Biblioteca comunale di Ceccano (Fr), alla presenza dell’autrice e delle responsabili locali del Telefono Rosa.

L’ARTISTA

Serena Carcasole, in arte Serendipity, è nata nel 1981. Vive e lavora a Ceccano. Fin da giovanissima segue le orme del padre appassionandosi all’arte della fotografia. Consegue la Laura Specialistica in Media Art presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, dove collabora con la cattedra di Multimedia 3 nella realizzazione di laboratori di animazione in stop-motion, sua grande passione. Nel 2010 ottiene la qualifica di Italian Professional Photographer. Dal 2009 è tra i membri attivi dell’Associazione culturale IndieGesta, con la quale sta gestendo diversi progetti tra cui il Laboratorio di Animazione in Stop-Motion della Dieciminuti Academy, la scuola di cinema del Dieciminuti Film Festival.

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