E’ finalmente visibile in streaming il corto “Better Woman”, realizzato da IndieGesta con i ragazzi del Comenius FilmLab, lo speciale laboratorio di cinema organizzato in collaborazione con il Liceo Scientifico di Ceccano in occasione della settimana in cui studenti provenienti da Olanda, Germania e Regno Unito sono stati ospiti delle famiglie ceccanesi. Il prodotto è visibile dalla pagina Facebook della Dieciminuti Academy al link http://www.facebook.com/#!/photo.php?v=3654110987830

Intanto, Giovanni Proietta, blogger di Cogitans Scribens, ha recensito il corto:

Better Woman
Recensione di Giovanni Proietta

Uno spaccato semplice, sincero e universale della vita di un’adolescente moderno. Il cibo diventa la metafora della mancata accettazione di sé, le cuffie del proprio i-pod il rifugio in cui nascondersi dalle proprie ombre. C’è tutta la complessità di un mondo in cui è sempre più difficile vivere in questo bel corto realizzato dai ragazzi di Indiegesta con la collaborazione degli studenti coinvolti nel progetto Comenius. Il nome altisonante per l’orecchio mediterraneo della protagonista, Mieke Van de Veerdonk , si sposa con quello nostrano di Angelo Loffredi a testimoniare, come sintesi estrema, quella che la piacevole collaborazione tra i liceali europei può produrre. Tre giorni bastano per creare un ottimo prodotto al Comenius FilmLab. Il racconto non perde per questo di qualità, anzi. La qualità della fotografia riempie di senso il lavoro e pone in secondo piano un aspetto che si nota solo dopo una rilettura: il corto è senza dialoghi. Le immagini, come sempre, sanno essere più eloquenti delle parole e narrano di come la corazza dietro cui si celano molte persone, possa essere invasa dai colori della vita e sgretolarsi senza il bisogno di musica al massimo volume, con la sola forza della propria voce interiore (meglio se aiutata dai sorrisi dei compagni di viaggio). “Pattinando sopra un ghiaccio sottile, la sola speranza di salvezza sta nella velocità” scriveva Emerson, è forse questa la chiave che risolve l’enigma adolescenziale, essere più forti, più veloci delle proprie paure, dei propri dubbi, può aiutare se si vuole superare il confine della propria naturale debolezza, questa insostenibile leggerezza dell’essere, di kunderiana memoria, si vince dal di dentro.
Bello il messaggio, bella la forma.

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