Un successo insperato il flash mob organizzato ieri pomeriggio alla Stazione di Ceccano per promuovere la campagna referendaria contro il tentativo di tornare al nucleare in Italia. Con soli due giorni di organizzazione, utilizzando solo il passaparola privato su facebook e gli sms agli amici, siamo riusciti a coinvolgere quasi 70 persone, in massima parte giovanissimi, per simulare un allarme antiatomico e realizzare uno scudo umano lungo tutta la banchina dei treni in arrivo da Roma e da Cassino, tutti muti ed immobili, tutti vestiti di nero e con una mascherina protettiva sul volto. I pendolari che sono scesi in stazione e quelli che si trovavano sui treni, compresi macchinisti e personale Trenitalia, sono rimasti interdetti ed incuriositi dallo strano scenario ricreato nello scalo ceccanese. IndieGesta è impegnata da diverse settimane nella promozione dei referendum del 12 e 13 giugno, in particolare di quello sul nucleare e dei due quesiti che riguardano l’acqua pubblica, cercando di sensibilizzare gli elettori verso il Sì ma soprattutto verso il voto, cercando di scongiurare il crescente fenomeno dell’astensione, strumento utilizzato dai promotori del No che tentano così di affondare dei quesiti molto importanti per il futuro del nostro Paese. Da qui la nostra idea di dare vita ad un Flash Mob, un tipo di iniziativa nato nel 2003 negli Stati Uniti e poi diffusosi nel resto del mondo, che per la prima volta è stato messo in atto nella nostra città. Una iniziativa giovane messa in atto da persone giovanissime, segno dell’impegno e della grande voglia di socialità e di mobilitazione delle nuove generazioni, una testimonianza di quanto la nostra città sia viva, contrariamente a quanto affermano molti delatori, e di come sia viva proprio grazie all’entusiasmo e alla rabbia dei giovani. Un vero e proprio schiaffo agli “immobilisti” e ai “criticoni” di cui i poteri forti della nostra città sono pieni. Tornando al nostro impegno contro i piani del governo di ritorno dell’Italia all’energia nucleare, riteniamo che sia un segnale di cecità fortissimo, in quanto il nucleare è una tecnologia obsoleta, costosa e pericolosa (oltreutto esauribile perché le scorte di uranio si stanno esaurendo), oltretutto non adatta a paesi con forte rischio sismico come l’Italia (l’esempio tragico di Fukushima dovrebbe far riflettere molto su questo). Il nucleare richiede investimenti grandissimi, che coinvolgono inevitabilmente finanziamenti pubblici con gravi ripercussioni sulle finanze dei cittadini, oltretutto per arrivare a produrre, per quanto riguarda l’Italia, appena l’8% dell’energia necessaria al nostro fabbisogno. Una decisione che si scontra poi con la revisione a livello globale di tutti i programmi nucleari, primo fra tutti la Germania, la Finlandia, ed ultima la Francia. L’Italia è il paese del sole, si sfrutti in maniera seria questa energia pulita e non esauribile, si facciano scelte che pensino alle future generazioni. Ci auguriamo che siano proprio queste ultime a fare da traino, domenica e lunedì, al raggiungimento del quorum ai Referendum, c’è bisogno del sostegno e dell’aiuto di tutti.

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