MadreTerra, la strada per il futuro passa per l’agricoltura?

Un giornata dedicata alla nostra Madre Terra. Sabato scorso abbiamo lanciato un altro sasso nello stagno, un altro mattone per costruire la nostra indomita rivoluzione culturale. Abbiamo scelto di toccare la terra con mano in due modi molto distinti. Abbiamo passato la mattinata a raccogliere rifiuti dalle strade della contrada Badia di Ceccano, dando una mano a un comitato di zona. Poi, nel pomeriggio, abbiamo usato una parte di quel materiale per trasformare dei rifiuti in opere d’arte, grazie alla pittrice Annalisa Lucarini, che ha mostrato a tanti bambini curiosi quanto sia importante il rispetto della natura e quante cose sia possibile realizzare riciclando materiale di scarto. Stessa cosa per la pirografia con legno di scarto messa in pratica da Domenico Del Brocco. In contemporanea, nelle sale del Castello dei Conti, abbiamo fatto conoscere le storie di tre giovani ceccanesi che hanno deciso di puntare su uno sviluppo sostenibile legato all’agricoltura: Michael Di Pofi, Luigi Mosillo e Marco Giudici hanno raccontato storie diverse legate alle loro attività e alle loro produzioni. Hanno insegnato che non esiste più un solo tipo di sviluppo industriale per questa terra, anzi, hanno dimostrato con i fatti, e con i frutti del loro lavoro, che si può tornare a vivere anche di agricoltura, anche a Ceccano, anche nella Valle del Sacco, un tempo una delle aree più fertili del Paese.

Madre Terra è stato un momento di confronto, di aperture, di lanci di nuove forme di economia legate al nostro territorio. Le idee che vengono dal basso sono spesso quelle che vanno ascoltate e messe in pratica, perché in basso, sotto di noi, c’è la terra, e viverla e lasciarla integra a chi la calpesterà dopo di noi è il nostro dovere più grande.

Dieci Storie Brevi, il 5 gennaio il primo appuntamento

Un Festival che duri tutto l’anno, è questo uno dei propositi per il futuro. Si parte il 5 gennaio, durante Monoscopio, con il format Dieci Storie Brevi. Road to #DFF14

Dieciminuti Film Festival

Dieci corti italiani autoprodotti. Dieci piccole brevi storie raccontate da autori emergenti armati non di un grande budget, ma della propria creatività e di una telecamera. Il DFF offre la possibilità a queste dieci storie brevi di confrontarsi con due giurie, una popolare itinerante e una tecnica. Il corto vincitore sarà selezionato tra i finalisti del DFF14 e otterrà la possibilità di essere distribuito sulla piattaforma Filmfreeway dal nostro festival. Parte così la sfida del DFF14, con una collaborazione importante con l’Associazione La Perla e con uno spazio nuovo, Dieci Storie Brevi, che punta a far conoscere alcune piccole perle prodotte in Italia. Il primo appuntamento sarà Sabato 5 gennaio, dalle 21, presso la Casa della Cultura di Frosinone nell’ambito dell’evento Monoscopio. Gli spettatori avranno modo di vedere in anteprime cinque delle dieci storie selezionate a margine del concorso internazionale. Le opere saranno presentate e il pubblico…

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Un flash mob per dire no alla violenza contro le donne

In Italia, nei primi dieci mesi del 2018, sono state uccise 106 donne, una ogni 72 ore, per la maggior parte dentro le mura domestiche. Ieri abbiamo scelto di celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne in maniera diversa dal solito. Un flash mob in uno dei luoghi più affollati di Ceccano, il centro commerciale di viale Fabrateria Vetus, per una messa in scena che coinvolgesse le centinaia di persone accorse per fare spese. Una donna, interpretata dall’attrice Francesca Reina, si è fermata davanti le casse e ha raccontato a tutti lo stupro subito, prendendo le parole dal celebre monologo di Franca Rame. Contemporaneamente, alcune ragazze imbavagliate si erano disposte lungo gli scaffali del supermercato mostrando cartelli con una serie di frasi sessiste di uso comune. Dieci minuti di shock collettivo per ribadire che la violenza contro le donne è ancora una devastante realtà anche per il nostro territorio (secondo i dati del Telefono Rosa provinciale oltre 350 donne si sono rivolte all’organizzazione per denunciare violenze subito nel 2018), e che va combattuta con tutte le nostre forze. Si potrà seguire la campagna, le immagini e i video attraverso l’hashtag #stopviolenzasulledonne. Tornando al flash mob di ieri, ringraziamo Francesca Reina, Luigi Mazzocchi, Giorgio Giansanti, Patrizia Palombo e ovviamente le ragazze e i ragazzi di IndieGesta. La battaglia sarà difficile, ma non ci fermeremo qui.

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La Photoweek vince anche al Muve

Soltanto dei pazzi avrebbero preso un evento che, nei suoi primi cinque anni, aveva portato settemila persone al Castello dei Conti, e lo avrebbero stravolto, cambiandone formato, periodo e location. Solo dei folli avrebbero scelto un museo posizionato tra gli stretti vicoli di un piccolo paese, raggiungibile solo a piedi dopo un lungo percorso nel cuore del centro storico, nel fine settimana più piovoso da tanti anni a questa parte. Solo degli sprovveduti avrebbero previsto per questo evento due semplici mostre, una di 17 esordienti allievi di un corso base di fotografia, l’altra di una fotografa di Roma totalmente sconosciuta, senza aggiungere niente di gastronomico, di mangereccio o di godereccio per attirare quel pubblico che sembra disertate tutti gli eventi che non prevedano cibo, birra e similari. Ancora una volta però, metterci dalla parte del torto ci ha dato ragione. Imprevedibilmente, e nonostante: pioggia perenne, piccolo paese lontano e poco vivace se non in estate, museo sconosciuto in mezzo ai vicoli raggiungibile solo a piedi, due semplici mostre fotografiche senza troppi fronzoli ma con tematiche impegnate; la Photoweek è stata un successo. Trecento impavidi, folli almeno quanto noi, se ne sono fregati di tutto e sono venuti a Giuliano di Roma a vedere le foto dei ragazzi del nostro Photolab e a scoprire l’intenso progetto fotografico di Francesca Spedalieri, freelance romana che un giorno, scoprendo che nessuno nella sua città conosceva il dramma della Valle del Sacco, decise di farne un progetto pluripremiato in tutta Italia. Trecento folli ancora scelgono di affrontare le difficoltà per andare a un evento culturale, sembra quasi la battaglia delle Termopili, e invece è la realtà di un territorio che amiamo profondamente perché ci stupisce ogni volta che proviamo noi a stupirlo. Ci rende fieri, ogni giorno, di spendere il nostro tempo libero per portare avanti un discorso che non dovrà interrompersi mai. Anche questa Photoweek, che sarà l’ultima, ci ha riempito il cuore di gioia e di soddisfazione, proprio per averci dimostrato che quando la fiamma è forte e intensa, la puoi percepire anche a chilometri di distanza, e può aiutarti a camminare anche al buio. Il MUVE è un museo da scoprire e da tutelare, un patrimonio della nostra terra che ci mostra da dove veniamo e cosa potremmo fare ancora per salvarci, è diventato in poco tempo un altro dei nostri luoghi del cuore, e siamo certi che ci torneremo, in futuro. Per questa bella, umida e strana Photoweek ringraziamo i 17 allievi del Photolab e le loro famiglie, ringraziamo il Comune di Giuliano di Roma, partendo dal Sindaco Adriano Lampazzi, passando per gli assessori Luigi Mastrogiacomo e Alessandro Felici, finendo per Cataldino e Antonella, nostri compagni di viaggio, e le ragazze del Servizio Civile che sono state con noi. Ci siamo sentiti a casa anche a Giuliano, ma su questo non nutrivamo alcun dubbio. Ringraziamo chi ci ha aiutato, ringraziamo i trecento folli che sono venuti alla mostra, ringraziamo Francesca Spedalieri, con la quale speriamo di tornare a collaborare molto presto, ringraziamo le nostre ragazze e i nostri ragazzi, perché è grazie alla forza della loro passione che tutto questo va avanti da più di diciassette anni.

Photoweek(end): Riusciremo a salvare il mondo?

La Photoweek è stata fin dall’inizio, nel 2012, uno degli eventi di punta di IndieGesta. Un modo per esplorare, attraverso la fotografia, il mondo che ci circondava, cercando in qualche modo di carpirne gli aspetti più innovativi e interessanti e offrirli al pubblico. Quell’esperienza, che vedrà dal 2 al 4 novembre la sesta e ultima edizione, si evolverà in qualcosa di diverso, ma non prima di porre un’ultima ed estrema domanda: riusciremo a salvare il mondo? Per cercare delle risposte abbiamo scelto (fatto inedito per un evento che si è sempre svolto al Castello dei Conti di Ceccano) un luogo primordiale e affascinante: il Museo del Vulcanismo Ernico (MUVE) di Giuliano di Roma. Il piccolo centro a pochi km da Ceccano sorge infatti sul cratere di un antico vulcano. Le testimonianze di questo lontano passato sono riconoscibili dalla rinomata pietra nera, che a Giuliano si trova ovunque, e dai numerosi studi, molti dei quali esposti al MUVE. Dunque una location che ci ricorda cosa fosse il mondo migliaia di anni fa. A questa abbiamo scelto di affiancare una mostra personale di Francesca Spedalieri, “Where the River flows“, dedicata all’inquinamento della Valle del Sacco e premiata da Lazio Creativo 2018. La mostra di Francesca ci dirà cosa è diventato il mondo, in particolare il nostro piccolo mondo, ai giorni nostri. Una seconda mostra, realizzata dagli allievi del Photolab, il corso di fotografia base della nostra Dieciminuti Academy, ci mostrerà come “Salvare il Mondo“, tanti piccoli gesti quotidiani che serviranno a migliorare la nostra vita quotidiana, inquinando meno. Gli allievi che esporranno saranno: Agnese D’Annibale, Alessandra Tiberia, Alessandro Catracchia, Amy Ferri, Annagiulia D’Emilio, Francesca Gronni, Gabriele Bartoli, Ilaria Santucci, Isabella Capoccetta, Lara Kolenc, Laura Del Brocco, Marcello De Martinis, Marco Testani, Noemi Compagnoni, Silvia Sarandrea, Simona Fontana e Vanessa Carlini. L’evento, che gode del patrocinio del Comune di Giuliano di Roma, aprirà Venerdì 2 novembre alle 18.30. La mostra resterà aperta, con ingresso gratuito, nei seguenti orari: Venerdì 18.30-23.00; Sabato 10.30-23.00; Domenica 10.30-20.00. Domenica mattina alle 11 avrà poi luogo un Instameet tra i vicoli del centro storico di Giuliano di Roma, in collaborazione con la locale Pro Loco e con l’Associazione Cultores Artium.

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Carta Scoperta cambia il volto della città


Il primo istinto, quando ti viene un’idea, è quello di disegnarla, schizzarla, abbozzarla su carta prima che vada via. Carta Scoperta è nata così, per omaggiare la base di tutte le idee: il disegno, e per dimostrare che cervello e mani hanno ancora il potere di cambiare il mondo nonostante l’invasione digitale. Abbiamo dato spazio ad artisti che fanno del disegno una forma d’arte, mettendo in mostra, in uno dei luoghi più belli di Ceccano (il chiostro dell’ex-Manicomio), le loro opere, tutte diverse l’una dall’altra per stile, concetto e forma. Abbiamo dato libero sfogo alla fantasia di decine di bambini, che sotto la guida esperta e creativa di Vanessa Loffredi hanno portato su una grande tela i colori delle notti stellate di Vincent Van Gogh, uno degli artisti più connessi al luogo che ospitava l’evento. Abbiamo, infine, ridisegnato uno dei luoghi più importanti e cruciali di Ceccano, Borgo Berardi, grazie al genio e all’opera di Oniro, che ha realizzato sul muro di contenimento dell’ex Scuola elementare un murale magnifico, un omaggio alla natura e al nostro rapporto metafisico con essa, il giusto tributo alla figura di San Francesco d’Assisi, la cui statua domina la strada dall’alto. La gioia e lo stupore dei ceccanesi è stata palpabile durante tutta la giornata. La lavorazione del murale è durata 10 ore, sotto il sole e con il vento a volte ostile, ma il risultato premia lo sforzo dell’artista, tra i più bravi in Italia, e la nostra tenacia. L’opera è stata possibile, su concessione del Comune, grazie a un investimento tutto privato di IndieGesta e dell’Associazione Sirio, abbiamo riparato e preparato il muro e poi abbiamo sostenuto Oniro. Due associazioni senza scopo di lucro che uniscono le forze economiche e le investono per il bene della collettività. Questo è il modo in cui vediamo le cose. Questa è la strada che abbiamo deciso di intraprendere per proseguire la nostra rivoluzione culturale, che è appena all’inizio. Carta Scoperta è stata un successo inaspettato, e proprio per questo più bello. Ringraziamo per questo in primis la ASL di Frosinone e il direttore Carrano per averci concesso una location unica; tutti gli artisti che hanno esposto i propri lavori durante la mostra; Vanessa Loffredi per il bellissimo laboratorio e tutti i bambini e le famiglie che hanno partecipato; Oniro per averci donato un’opera che passerà alla storia; tutte le persone accorse e tutte le persone che, attraversando la rotatoria di Borgo Berardi, ci hanno lanciato messaggi di approvazione e di affetto. Se non ci fermiamo mai è soprattutto grazie a ognuno di voi.

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