Un giornata dedicata alla nostra Madre Terra. Sabato scorso abbiamo lanciato un altro sasso nello stagno, un altro mattone per costruire la nostra indomita rivoluzione culturale. Abbiamo scelto di toccare la terra con mano in due modi molto distinti. Abbiamo passato la mattinata a raccogliere rifiuti dalle strade della contrada Badia di Ceccano, dando una mano a un comitato di zona. Poi, nel pomeriggio, abbiamo usato una parte di quel materiale per trasformare dei rifiuti in opere d’arte, grazie alla pittrice Annalisa Lucarini, che ha mostrato a tanti bambini curiosi quanto sia importante il rispetto della natura e quante cose sia possibile realizzare riciclando materiale di scarto. Stessa cosa per la pirografia con legno di scarto messa in pratica da Domenico Del Brocco. In contemporanea, nelle sale del Castello dei Conti, abbiamo fatto conoscere le storie di tre giovani ceccanesi che hanno deciso di puntare su uno sviluppo sostenibile legato all’agricoltura: Michael Di Pofi, Luigi Mosillo e Marco Giudici hanno raccontato storie diverse legate alle loro attività e alle loro produzioni. Hanno insegnato che non esiste più un solo tipo di sviluppo industriale per questa terra, anzi, hanno dimostrato con i fatti, e con i frutti del loro lavoro, che si può tornare a vivere anche di agricoltura, anche a Ceccano, anche nella Valle del Sacco, un tempo una delle aree più fertili del Paese.

Madre Terra è stato un momento di confronto, di aperture, di lanci di nuove forme di economia legate al nostro territorio. Le idee che vengono dal basso sono spesso quelle che vanno ascoltate e messe in pratica, perché in basso, sotto di noi, c’è la terra, e viverla e lasciarla integra a chi la calpesterà dopo di noi è il nostro dovere più grande.

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