Soltanto dei pazzi avrebbero preso un evento che, nei suoi primi cinque anni, aveva portato settemila persone al Castello dei Conti, e lo avrebbero stravolto, cambiandone formato, periodo e location. Solo dei folli avrebbero scelto un museo posizionato tra gli stretti vicoli di un piccolo paese, raggiungibile solo a piedi dopo un lungo percorso nel cuore del centro storico, nel fine settimana più piovoso da tanti anni a questa parte. Solo degli sprovveduti avrebbero previsto per questo evento due semplici mostre, una di 17 esordienti allievi di un corso base di fotografia, l’altra di una fotografa di Roma totalmente sconosciuta, senza aggiungere niente di gastronomico, di mangereccio o di godereccio per attirare quel pubblico che sembra disertate tutti gli eventi che non prevedano cibo, birra e similari. Ancora una volta però, metterci dalla parte del torto ci ha dato ragione. Imprevedibilmente, e nonostante: pioggia perenne, piccolo paese lontano e poco vivace se non in estate, museo sconosciuto in mezzo ai vicoli raggiungibile solo a piedi, due semplici mostre fotografiche senza troppi fronzoli ma con tematiche impegnate; la Photoweek è stata un successo. Trecento impavidi, folli almeno quanto noi, se ne sono fregati di tutto e sono venuti a Giuliano di Roma a vedere le foto dei ragazzi del nostro Photolab e a scoprire l’intenso progetto fotografico di Francesca Spedalieri, freelance romana che un giorno, scoprendo che nessuno nella sua città conosceva il dramma della Valle del Sacco, decise di farne un progetto pluripremiato in tutta Italia. Trecento folli ancora scelgono di affrontare le difficoltà per andare a un evento culturale, sembra quasi la battaglia delle Termopili, e invece è la realtà di un territorio che amiamo profondamente perché ci stupisce ogni volta che proviamo noi a stupirlo. Ci rende fieri, ogni giorno, di spendere il nostro tempo libero per portare avanti un discorso che non dovrà interrompersi mai. Anche questa Photoweek, che sarà l’ultima, ci ha riempito il cuore di gioia e di soddisfazione, proprio per averci dimostrato che quando la fiamma è forte e intensa, la puoi percepire anche a chilometri di distanza, e può aiutarti a camminare anche al buio. Il MUVE è un museo da scoprire e da tutelare, un patrimonio della nostra terra che ci mostra da dove veniamo e cosa potremmo fare ancora per salvarci, è diventato in poco tempo un altro dei nostri luoghi del cuore, e siamo certi che ci torneremo, in futuro. Per questa bella, umida e strana Photoweek ringraziamo i 17 allievi del Photolab e le loro famiglie, ringraziamo il Comune di Giuliano di Roma, partendo dal Sindaco Adriano Lampazzi, passando per gli assessori Luigi Mastrogiacomo e Alessandro Felici, finendo per Cataldino e Antonella, nostri compagni di viaggio, e le ragazze del Servizio Civile che sono state con noi. Ci siamo sentiti a casa anche a Giuliano, ma su questo non nutrivamo alcun dubbio. Ringraziamo chi ci ha aiutato, ringraziamo i trecento folli che sono venuti alla mostra, ringraziamo Francesca Spedalieri, con la quale speriamo di tornare a collaborare molto presto, ringraziamo le nostre ragazze e i nostri ragazzi, perché è grazie alla forza della loro passione che tutto questo va avanti da più di diciassette anni.

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