Ho partecipato con grande interesse ieri pomeriggio alla presentazione dell’opera “Radiografia di un Comune” scritta dal professor Angelino Loffredi (politico di vecchia data ma di moderna cultura e apertura, ex Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985, ex consigliere provinciale e comunale e, tra le tante altre cose, mio primo “editore” all’epoca della gloriosa rivista Verso il 2000). L’evento si è svolto presso l’Auditorium dell’Istituto Tecnico Commerciale di Ceccano alla presenza del Sindaco di Ceccano Antonio Ciotoli, del Prefetto di Frosinone Piero Cesari e di un folto pubblico di interessati. Rientrato a casa ho iniziato la lettura del volume e l’ho ultimata un’ora dopo. Tanto si impiega ad assorbire le tantissime informazioni inserite in un volume esile ma consistente soprattutto per quanto riguarda l’analisi spietata sull’odierna politica locale e nazionale.

Come in tutte le sue precedenti pubblicazioni, Loffredi dà il meglio di sé quando si lascia andare nell’analisi politica e nelle riflessioni sul presente, sul passato, su cosa va e soprattutto su cosa non va nella realtà che ci circonda. Per questo motivo la parte che ho più apprezzato del volume è proprio la seconda, quella in cui, dopo una fase “amarcord” in cui ricorda come in passato grazie alle sezioni dei vecchi partiti i giovani potevano formarsi alla politica partecipando alle discussioni e ai dibattiti sempre aperti, compie una vera e propria radiografia sulla realtà attuale. La verità spesso non molti vogliono ascoltarla, soprattutto se a dirla è una persona dichiaratamente di parte, ma tale è e a poco servono le giustificazioni o le eccezioni. Al giorno d’oggi sia a sinistra che a destra, i pochi giovani che riescono ad emergere sono quelli che si mettono all’ombra del leader. Quelli che lo seguono, fanno tutto il lavoro scomodo al posto suo, lo assecondano in tutte le sue scelte e decisioni guardandosi bene dal contraddirlo e alla fine, per gentile concessione, forse riescono ad ottenere un ruolo (incarico di partito, lavoro, candidatura con porzioni di bacino elettorale garantiti). Al resto dei giovani non restano che i giornali, che nei periodi elettorali diventano delle pagine con annunci promozionali, con personaggi di ogni tipo che ogni giorno dissertano sulle cose che non vanno in città e poi automaticamente, dopo le elezioni, spariscono nel nulla. Le sezioni giovanili di partito sono diventate luoghi di discussione sterili, che non possono contraddire le decisioni dei grandi e che spessono da questi non ne sono neppure messi a conoscenza.

Le conclusioni di Loffredi sono per questo agghiaccianti, perché sono vere, e condivido il fatto che il giovane che chiede al vecchio di farsi da parte per avere spazio parte da un punto di debolezza. E’ lampante la campagna elettorale del 2007, dove tutte le liste erano imbottite di giovani e di donne, ma poi alla fine nessuno di loro è riuscito ad essere eletto (fatta eccezione per Roberto Caligiore ed Irene Giovannone che comunque superano i trentacinque anni ed hanno alle spalle famiglie “importanti”). 

Il dubbio di Loffredi è dunque questo: dove si formeranno i nuovi consiglieri comunali? Saremo destinati ad avere rappresentanti ed amministratori incapaci? Ci auguriamo di no, ma è bene dire che ad esempio noi di IndieGesta, dal 2004, sosteniamo la creazione di una Consulta Giovanile con rappresentanti di associazioni ed organizzazioni politiche giovanili che serva proprio da palestra per la politica, ma da allora nonostante scarse discussioni in commissione non si è mai mosso nulla.

Per il resto, la critica che rivolgo a Loffredi è tutta rivolta alla prima parte del volume, quella in cui si voglioni informare i cittadini sui nomi e sui ruoli che ricoprono i vari amministratori attualmente in carica ma ad esempio manca l’indicazione delle deleghe ricoperte dai vari assessori, i ruoli che hanno i consiglieri all’interno delle commissioni consiliari, e qualche maggiore indicazione sulle esperienze dei vari politici nominati, perlomeno quelli di più vecchia data. Comunque sarà senza dubbio uno strumento di discussione in città, e in un paese che sembra sempre meno appassionato alle discussioni questo è senza dubbio un punto a favore.

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