FRANCO MICALIZZI, C’est la vie d’artiste, il 28 marzo a Ceccano

IndieGesta e Il Centro del Fiume presentano FRANCO MICALIZZI “C’est la vie d’Artiste”, l’autobiografia di uno dei più grandi compositori italiani. Sabato 28 marzo dalle 17 al Cinema Italia il grande Franco Micalizzi, storico artefice di alcune tra le più belle colonne sonore del cinema italiano (intramontabile il tema de “Lo Lo chiamavano Trinità) racconterà al pubblico ceccanese i suoi primi 50 anni nel mondo della musica e del cinema. Un appuntamento da non perdere!

Chi è Franco Micalizzi?

Dopo aver iniziato a suonare il pianoforte in un complesso a livello dilettantesco, viene scoperto da Robby Poitevin, che lo chiama per entrare come tastierista nel suo complesso, i Robby’s; dopo qualche anno decide di abbandonare il gruppo per dedicarsi alla composizione di colonne sonore per il cinema.

Nel 1970 riceve l’incarico di comporre la sua prima colonna sonora per il cinema. Si tratta di un western all’italiana con due attori allora pressoché sconosciuti, Bud Spencer e Terence Hill. Il film è Lo chiamavano Trinità del 1970, diretto da E.B. Clucher. Il film riscuote un successo strepitoso sia in Italia che all’estero, inaugurando l’inizio di una nuova serie di Western all’italiana e decretando l’ingresso di Micalizzi nel novero dei più importanti compositori italiani di colonne sonore.

A questo film ne seguono molti altri: nel 1974, compone la musica de L’ultima neve di primavera, il cui tema conduttore balza ai primi posti della Hit Parade discografica sia in Italia che all’estero, confermandolo compositore di successo.

È autore delle musiche di molti dei più importanti polizieschi italiani quali La banda del gobbo, Italia a mano armata, Napoli violenta e Roma a mano armata. In totale ne ha composte più di ottanta, collaborando spesso coi registi Umberto Lenzi e Marino Girolami.

Collabora nello stesso periodo con Luciano Salce, componendo le musiche del film Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno del 1974.

Nel 1975 e poi ancora nel 1978 Micalizzi si reca negli Stati Uniti dove compone e registra le colonne sonore di Chi sei? e Stridulum.

Partecipa nel 19781979, come direttore musicale alle prime tredici puntate della terza edizione di Domenica in di Corrado. Tornerà a collaborare con la trasmissione nel 1986, con la conduzione di Elisabetta Gardini.

Nei primi anni ottanta fonda un’orchestra, chiamata The Micalizzi Family, dove trova posto anche suo figlio Cristiano.[1] Dunque passa a collaborare con Bud Spencer e Terence Hill per alcuni poliziotteschi in chiave comica, tra cui Nati con la camicia, Non c’è due senza quattro, sempre diretti da E.B. Clucher, e Delitto a Porta Romana, di Bruno Corbucci.[1]

Da ricordare anche un altro grande successo con una versione della sigla di “Lupin III” interpretata da Irene Vioni con l’Orchestra Castellina-Pasi nel 1982 – (questo ed altri importanti temi musicali sono stati poi raccolti e pubblicati nel 2010 nell’album Golden ’70.[2]

La sua attività comprende anche diverse collaborazioni con la Rai per le musiche di alcune importanti fiction come Albert e l’uomo nero, le cento puntate della serie televisiva: Passioni su Raiuno, il film televisivo in due puntate Un figlio a metà regia di Giorgio Capitani con Gigi Proietti andato in onda su Rai 2.

Nel 2005 Micalizzi ha formato un’orchestra di 18 elementi, la Big Bubbling Band, con la quale ha iniziato a tenere, con crescente successo, una serie di concerti nel corso dei quali esegue le sue numerose colonne sonore ed in particolare i temi dei polizieschi all’italiana degli anni ’70 e ’80, molto richiesti da un pubblico di appassionati. Tra i fan di Micalizzi, il regista Quentin Tarantino che lo considera uno dei suoi compositori preferiti, avendo inserito nella colonna sonora del filmGrindhouse – A prova di morte – il tema originale di Italia a mano armata, e nella scena finale di Django Unchained il tema originale di Lo chiamavano Trinità.

Nel 2006 ha dato vita ad un progetto chiamato Gli Originali in collaborazione con i più rappresentativi artisti della scena hip-hop italiana, fra i quali troviamo Deda MD, i Colle Der Fomento, The NextOne, Don Kaos, Funky Turi a.k.a. Calabro Nove, Speaker Dee Mo e altri ancora.

Nel 2012 dirige l’orchestra dello show tv Panariello non esiste. Sempre nel 2012 torna con un disco di inediti, dal titolo Veleno.

Nel 2013 esce il nuovo disco Miele, e contemporaneamente la sua autobiografia dal titolo C’est la vie d’artiste.

Ad ottobre 2014 è uscito il suo ultimo disco, dal titolo Ondanuova 1, all’interno del quale Micalizzi ospita importanti solisti italiani ed internazionali quali il tastierista Jeff Lorber, il sassofonista Eric Marienthal ed il bassista Jimmy Haslip, musicisti di notevole importanza che hanno suonato in centinaia di dischi di grandissimi artisti, il trombettista Fabrizio Bosso – uno dei migliori solisti a livello mondiale ormai, il batterista Cristiano Micalizzi, figlio d’arte, che ha anche prodotto il disco. Il mood di tutto il lavoro è quello di un tributo alla musica che Micalizzi ama al pari del jazz e del funk: la bossanova e il soul.

micalizzi

Annunci

#daiunbacioachivuoitu IndieGesta lancia lo spot contro l’omofobia

#daiunbacioachivuotu E’ questo il titolo della campagna contro l’omofobia che IndieGesta metterà in piedi per tutto il 2015. Primo passo è lo spot della campagna, autoprodotto dalle ragazze e i ragazzi dell’Associazione. Questo spot è una presa di posizione chiara e semplice contro l’omofobia.
È nato dalla costante idea che la diversità, intesa in tutte le sue forme, sia un punto di forza, una caratteristica propria dell’uomo e non motivo di imbarazzo o di odio, come spesso avviene. L’orientamento sessuale non può e non deve essere un metro di giudizio per valutare la persona che abbiamo davanti. Siamo solo all’inizio di una campagna che farà parlare molto e cercherà di rompere i troppi tabù ancora in piedi sul tema della diversità.

 

 

 

Ceccano nel Tempo, Loffredi e la Storia

Una mattinata all’insegna della memoria e della ricerca storica. Ieri mattina il Cinema Italia ha ospitato la presentazione del volume “Ceccano nel Tempo – Quadretti ceccanesi” curato e redatto da Angelino Loffredi. L’evento, voluto dalla nostra associazione in collaborazione con il portale unoetre.it diretto da Ignazio Mazzoli, è stato un modo originale per presentare, raccolti in un unico volume, una serie di articoli scritti da Loffredi negli ultimi 10 anni che spaziavano dalla ricerca storica all’analisi politica. Molti gli aspetti interessanti emersi dalla discussione, primo fra tutti l’emergere di una figura chiave per la storia ceccanese come Francesco Bruni, eroe della resistenza romana di cui si erano perse le notizie in città. Nel 1953 l’Amministrazione Bovieri deliberò l’intitolazione di via principe Umberto a Francesco Bruni, la delibera però restò solo sulla carta, riuscirà il futuro nuovo Sindaco a rendere omaggio ad un eroe ceccanese? Questo e tanti altri quesiti sono emersi in una mattinata in cui non sono mancati gli spunti di discussione anche sul ruolo attuale degli storici nella società in tempo di crisi. Sarà il web e i contenuti gratuiti la salvezza, la risposta è sì! E a darla è lo stesso Loffredi, sempre al passo coi tempi e attivo nello stimolare i giovani a conoscere la propria storia per impostare meglio il presente e il futuro.

 

10537976_10206094840840262_6367084021800208387_o